Bologna città 30, Salvini scrive a Lepore: “Grato se mi aggiornasse sulla direttiva”. Lui: “Collaboriamo”

Il vicepremier chiede lumi sui correttivi da apportare alla misura dopo le indicazioni ministeriali. Correttivi però che il sindaco aveva detto di non voler seguire. Ora si dice “disponibile al dialogo, che noi apprezziamo”

Bologna, 13 febbraio 2024 – Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha inviato una lettera al sindaco di Bologna Matteo Lepore sul limite dei 30km/h dopo la direttiva sui limiti di velocità nei Comuni. E il Comune prende tempo. aspettando di “sapere quando sarà convocato il tavolo con le città”.

''La direttiva individua puntualmente i criteri che le amministrazioni comunali sono tenute a rispettare nella fissazione di limiti di velocità derogatori rispetto a quello previsto in via generale dal predetto articolo 142, comma ,1 del Codice della strada, corrispondente a 50 km/h'', ha scritto Salvini.

E ancora: ''In considerazione del richiamo operato nella direttiva a garantire che tutti i Comuni si attengano alle prescrizioni ivi contenute, le sarei grato se volesse aggiornarmi sulle misure che intende adottare in tal senso. I miei Uffici sono a disposizione per le opportune interlocuzioni tecniche sul tema''. Lo fa sapere il Mit.

Approfondisci:

Città 30 a Bologna, il nostro sondaggio. Al ‘No’ l’80% delle preferenze. Tutti i pareri: "Così non si circola"

Città 30 a Bologna, il nostro sondaggio. Al ‘No’ l’80% delle preferenze. Tutti i pareri: "Così non si circola"
Il ministro Salvini scrive al sindaco di Bologna Matteo Lepore sulla città 30: "Fatemi vedere i correttivi dopo la direttiva ministeriale"
Il ministro Salvini scrive al sindaco di Bologna Matteo Lepore sulla città 30: "Fatemi vedere i correttivi dopo la direttiva ministeriale"

Lepore: “Disponibili al dialogo”

Il 2 febbraio, ricevuta e letta la direttiva del ministero, il Comune di Bologna aveva tirato dritto per la sua via. "Noi siamo tranquilli perché stiamo rispettando il Codice della strada", aveva detto il sindaco Lepore. Rilanciando: "Serviranno mesi per capire come applicare questa direttiva". Oggi dice: “mi sembra un invito alla collaborazione e al dialogo che noi apprezziamo. Quindi, davvero noi risponderemo alla loro disponibilità di confronto, in particolare questa disponibilità a lavorare con gli uffici tecnici, molto volentieri”. Così ha replicato ai microfoni della Tgr Emilia-Romagna, al vicepremier che, sempre alla Tgr regionale ha concesso un'intervista in cui si è soffermato sul tema di Bologna 'Città 30'. “Mi sembra che il ministro dica che i 30 all'ora che salvano vite sono un obiettivo condivisibile. L'importante è farlo con criterio - prosegue il primo cittadino bolognese - le nostre ordinanze hanno criteri molto precisi, di fatto, in linea con la direttiva del ministero”. Ad ogni modo, conclude Lepore, “credo che ci sia soprattutto da osservata l'esperienza di Bologna e metterla a disposizione del percorso che sta facendo il ministro: se serve a salvare vite è giusto collaborare”.

“Aspettiamo di sapere quando sarà convocato il tavolo con le città, e saremo disponibili a rendere conto di quello che stiamo facendo”. Così invece aveva risposto precedentemente l’assessora Valentina Orioli.

La possibilità di procedere per vie legali, come spiegato dal vicepremier, non desta preoccupazioni. “Le amministrazioni parlano per atti - aveva concluso Orioli -. Abbiamo assunto atti con grande approfondimento e studio. Siamo disponibili a mostrare cosa abbiamo fatto. Poi, vedremo”.

Salvini preme: si rischia contenzioso giuridico

Ma ora Salvini preme. In assenza di riscontro, par di capire, il ministero si vedrebbe nelle condizioni di passare alle mosse successive. Fin dall'inizio della diatriba Roma-Bologna si era parlato di un provvedimento di "disapplicazione" delle ordinanze comunali, cosa che potrebbe innescare un contenzioso giuridico.

"La Città 30 richiede tempo”

Venerdì scorso l'assessora comunale alla Mobilità, Valentina Orioli, aveva ribadito che la Città 30 "richiede tempo", sia "perché le nuove regole diventino patrimonio comune", sia per valutarne "l'efficacia" attraverso dati oggettivi. Per questo "non riteniamo di dover apportare modifiche repentine al progetto, controlli compresi", ha specificato. Inoltre, già lo scorso 1 febbraio, il Comune aveva detto: "Studieremo la direttiva che da una prima lettura ci pare essere contraddittoria. Riteniamo - diceva sempre Orioli - di essere in linea con il codice della strada per la nostra Città 30. Non faremo mancare la nostra collaborazione e disponibilità in ogni caso, perché la nostra priorità è la sicurezza stradale e la qualità della vita delle persone".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro