Come cambia la Sanità, esami, telemedicina e rivoluzione in farmacia: "Liste d’attesa addio"

Dall’autunno una serie di prestazioni disponibili nei 1400 punti sul territorio. Il presidente di Federfarma: non sarà più necessario andare in ambulatorio.

Achille Gallina Toschi, presidente regionale di Federfarma

Achille Gallina Toschi, presidente regionale di Federfarma

Bologna, 22 luglio 2023 – Vecchia farmacia addio: già dall’autunno quelle più attrezzate – e le altre a ruota – potrebbero assomigliare sempre più a piccoli ambulatori dove sottoporsi a esami, vaccinazioni e vere e proprie visite mediche, seppure a distanza.

Lo prevede il decreto ministeriale 772022 che ridisegna i confini della farmacia del nuovo millennio. Eppure, fatto il decreto, resta da attuarlo. E su questo fronte si procede a macchia di leopardo. La Liguria è già partita, l’Emilia-Romagna non ancora: le farmacie che offrono ai propri clienti servizi extra, al momento lo fanno appoggiandosi a centri medici privati, ma altra cosa è avviare un piano per conto del servizio pubblico con la Regione. "Ci aspettiamo un impulso forte e chiediamo di essere sfruttati di più – afferma Achille Gallina Toschi, presidente regionale di Federfarma appena riconfermato per il terzo mandato –: quando ci sono stati affidati dei compiti pensiamo di averli svolti nel migliore dei modi". 

Parla del Covid? 

"Anche, ma non solo. La pandemia non ha fatto altro che mettere in evidenza quello di cui siamo sempre stati convinti: la farmacia è il primo presidio sanitario sul territorio. E i perché sono molteplici".

Li illustri.

"La rete delle farmacie - più di 1400 in Emilia-Romagna - è capillarmente distribuita. Inoltre si tratta di punti presidiati da professionisti laureati in Farmacia e, ormai, con il sistema dei turni, di fatto aperte h24, sette giorni su sette. E sicuramente la farmacia è diventata la prima porta d’accesso ai servizi sanitari, anche solo per informazioni, soprattutto per chi ha difficoltà di spostamento".

Cos’è cambiato, in termini di servizi, con la pandemia?

"Nel periodo Covid, a seguito di vari provvedimenti, le farmacie sono state autorizzate all’esecuzione dei tamponi, dei prelievi sul sangue capillare e all’esecuzione di analisi. Da ultimo, è stata data la possibilità di eseguire in farmacia le vaccinazioni Covid e quelle antinfluenzali. Parallelamente, sotto il profilo della digitalizzazione, l’accesso a tutte le piattaforme della Regione ha fatto sì che oggi la ricetta elettronica su tessera sanitaria sia un servizio scontato quando fino a tre anni fa non lo era".

Si può fare di più?

"Certo. Parlo di telemedicina, telemonitoraggio delle terapie, teleconsulto: servizi all’apparenza difficili, ma per i quali moltissime farmacie sono già attrezzate a livello informatico e che fanno già per il privato".

Spieghi meglio.

"Da settembre-ottobre i cittadini potrebbero fare in farmacia, senza pagare nulla, quell’elettrocardiogramma che diversamente nel sistema attuale pubblico avrebbero eseguito in ospedale. Semplicemente il farmacista, debitamente formato, esegue la parte operativa dell’esame sistemando gli elettrodi sul paziente, poi trasmette a un medico cardiologo pubblico, a distanza, i dati per la lettura e la refertazione che verrà caricata sul fascicolo elettronico".

Si abbatterebbero le liste d’attesa?

"Certo, perché si solleverebbero gli ambulatori pubblici della parte più lunga dell’esame lasciando ‘solo’ la refertazione. E questo può essere fatto per l’ecg, l’holter cardiaco, holter pressorio e la spirometria. I primi contatti con la Regione ci sono già e moltissime farmacie hanno già i macchinari".

Ci sono però anche farmacie piccole, dove può essere antieconomico investire o difficile trovare spazi per ospitare questi nuovi servizi. Cosa si può fare?

"La Regione ha già autorizzato la possibilità di aprire locali da adibire a questi servizi anche non contigui alle farmacie, purché in pianta organica per superare il problema degli spazi. Inoltre coi fondi del Pnrr e altre risorse le possibilità di sostenere gli investimenti ci sono".

Il core business delle farmacie, però, è il farmaco: cambierà qualcosa?

"Noi vorremmo essere terminale distributivo della Regione, agli stessi costi se non addirittura inferiori di quelli che viale Aldo Moro sta sostenendo oggi con la distribuzione diretta. Il vantaggio, per i pazienti, sarebbe quello di abbattere i chilometri per ritirare i farmaci e, per la comunità, avere certezza dell’assunzione della terapia in maniera continuativa. Stessa cosa per le vaccinazioni".

Cosa significa?

"Aver dato la possibilità di vaccinarsi per Covid e influenza in farmacia ha portato molte più persone a farlo, perché hanno trovato un servizio vicino a casa".

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