CHIARA CARAVELLI
Cronaca

Il corteo studentesco in centro a Bologna, poi l’assalto al Nettuno: legata una bandiera palestinese alla statua

C’era anche Zaki tra i manifestanti, circa 200 persone, scortati dagli agenti di polizia e dalla Digos: da piazza Scaravilli hanno raggiunto piazza Maggiore

Bologna, 8 maggio 2024 – "Sono molto contento che gli studenti della mia Università siano qui per chiedere diritti e libertà per la Palestina. Sarò sempre con voi e farò di tutto per sostenervi”. A parlare è Patrick Zaki che oggi pomeriggio ha partecipato a un incontro pubblico con gli studenti che da cinque giorni hanno organizzato un ‘acampada’ con le tende in piazza Scaravilli in segno di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese.

La bandiera palestinese messa sulla statua del Nettuno da alcuni studenti del corteo (foto Schicchi)
La bandiera palestinese messa sulla statua del Nettuno da alcuni studenti del corteo (foto Schicchi)

“Non possiamo accettare – le parole dell’attivista egiziano – che le università abbiano ancora collaborazioni e accordi con Israele. Non possiamo accettare che le nostre tasse e i nostri soldi siano parte di quello che sta succedendo a Gaza".

Secondo Zaki anche il governo deve “prendere una posizione" rispetto a quanto sta succedendo in Palestina perché “stare in silenzio significa essere complici di questo crimine”.

Un crimine che, ricorda l’attivista, "va fermato quanto prima. Noi abbiamo il potere di dire stop a tutto questo e dobbiamo fare il possibile per raggiungere il nostro obiettivo”.

Zaki ha poi invitato gli studenti bolognesi a coordinarsi a livello nazionale con le altre università, fino a portare queste istanze in Parlamento. "Potete realizzare un vero cambiamento – sottolinea – continuate a diffondere notizie su quanto sta accadendo sulla Striscia di Gaza, continuate a parlare di cosa succede in Palestina, avete un ruolo importante in questo senso. Non voglio generalizzare, ma i media raccontano solo una parte di quello che sta avvenendo in Medio Oriente». L’attivista si è poi scagliato nuovamente contro il premier israeliano e il suo governo: “A ottobre – racconta – sono stato attaccato per aver scritto che Netanyahu è un criminale di guerra, ma su questo non farò un passo indietro e non chiederò scusa. Lui e il suo governo sono la principale causa di quanto sta accadendo a Gaza”.

Al termine dell’incontro, Zaki si è poi unito al corteo studentesco che da piazza Scaravilli ha attraversato il centro storico al grido di ‘Palestina libera’. I manifestanti, circa 200 persone, scortati dagli agenti di polizia e dalla Digos, hanno poi raggiunto piazza Maggiore. Qui, alcuni di loro hanno preso una scala e si sono arrampicati sulla fontana del Nettuno dove hanno legato una bandiera con i colori palestinesi.