Zaki: “Non possiamo accettare che gli atenei abbiano collaborazioni con Israele”

L’ex studente ha incontrato il movimento dei Giovani palestinesi di Unibo, accampato con le tende in zona universitaria da domenica pomeriggio

Bologna, 8 maggio 2024 – L'Alma mater di Bologna e tutte le altre Università italiane interrompano ogni collaborazione e accordo con realtà israeliane. "Non accetteremo che con le nostre tasse e i nostri soldi e le nostre attività si finanzi Israele e l'uccisione dei palestinesi". Lo sostiene Patrick Zaki, che oggi pomeriggio ha incontrato il movimento dei Giovani palestinesi dell'Ateneo felsineo, accampato con le tende in zona universitaria da domenica pomeriggio.

Zaki in piazza Scaravilli con il movimento dei giovani palestinesi (foto Schicchi)
Zaki in piazza Scaravilli con il movimento dei giovani palestinesi (foto Schicchi)

"Non possiamo accettare oltre che la nostra Università di Bologna, e anche le altre Università, abbia collaborazioni e accordi con Israele. Non possiamo accettare che siano usate le nostre tasse e ogni altra cosa per questo".

Secondo Zaki, anche il Governo deve "prendere posizione. Sta continuando ad armare Israele, non possiamo accettare che i nostri soldi siano usati per uccidere i palestinesi. Anche il silenzio è complicità con questo crimine. Bisogna fermare tutto questo il prima possibile".

Zaki invita poi gli studenti a coordinarsi a livello nazionale, fino a portare queste istanze in Parlamento. "Potete realizzare un vero cambiamento", sostiene Zaki, che sollecita gli studenti a continuare a parlare di Palestina.

"Non voglio generalizzare - dice l'attivista - ma i giornali coprono solo una parte di quanto accade. Voi avete anche il ruolo importante di diffondere notizie sul genocidio in atto. Possiamo fare un vero cambiamento, bisogna fermare il genocidio. Continuate a parlare di quanto accade in Palestina".