Dal Brasile sulle orme del nonno artigliere

Thaisa Bestetti ha attraversato l’oceano per vedere i luoghi del fronte narrati nel diario scritto nel 1944 dall’antenato Arlindo

Dal Brasile sulle orme del nonno artigliere

Dal Brasile sulle orme del nonno artigliere

Grizzana Morandi (Bologna), 6 gennaio 2024 – Thaisa regge fra le braccia un faldone e scorre con lo sguardo il paesaggio che ha di fronte. Dalle teche trasparenti del pesante raccoglitore spuntano cartoline ingiallite e documenti spiegazzati da decenni. La donna confronta con lo sguardo le immagini in bianco e nero con quello che ha davanti a sé: la valle del Limentra, Montovolo e Monte Vigese, il Sasso di Vigo, la Rocchetta Mattei a sinistra e, là in fondo, il letto del Reno. Tutto sembra rimasto uguale, gli occhi di Thaisa brillano per la gioia e per le lacrime che non riesce proprio a trattenere.

Ieri, sulla collina di Savignano, Thaisa Bestetti, brasiliana di 41 anni che lavora nel mondo del calcio, ha vissuto la tappa più emozionante del suo lungo viaggio in Italia. Ognuna di quelle cartoline, ognuno di quei fogli è il grano di un rosario laico che racconta la storia della sua famiglia. I suoi bisnonni di origine lombarda, arrivati a fine Ottocento in Sudamerica su navi diverse a una settimana di distanza l’uno dall’altra, si conobbero sull’altra sponda dell’Atlantico. Diedero alla luce Arlindo, nonno di Thaisa, che durante la Seconda guerra mondiale riattraversò l’oceano da tenente d’artiglieria con la Feb, Forca Expedicionaria Brasileira, per liberare l’Italia dall’occupazione nazista. Si fermò a lungo nel territorio di Grizzana, di cui imparò a conoscere ogni sasso percorrendo valli e crinali per indirizzare i colpi sulle postazioni nemiche. La sera, con la macchina da scrivere del suo ufficio da campo, batteva le lettera alla famiglia sul retro delle cartoline dell’epoca e appuntava nel suo diario ciò che stava vivendo. Neanche una di quelle parole è andata perduta e alla morte del nonno, avvenuta nel 2002, Thaisa ha iniziato a maturare il desiderio di ripercorrere le sue orme: a Savignano ha incontrato Arnaldo Fornasini, 92 anni, figlio di un martire trucidato dai tedeschi il 30 settembre 1944, e sovrapponendo i suoi racconti con quelli del nonno ha capito che avevano vissuto gomito a gomito i giorni più neri della storia.

"Quando ci siamo salutati siamo scoppiati a piangere – racconta Thaisa –, non so perché ma non abbiamo resistito. Sono talmente emozionata. Nel diario di mio nonno ci sono tanti dettagli, avere l’opportunità di venire qui, ripercorrere i suoi passi e trovare le cose esattamente come le aveva descritte è una sensazione indescrivibile". Il viaggio di Thaisa è stato organizzato grazie al Museo nazionale dell’emigrazione italiana, con sede a Genova: partito dalla Toscana, ieri il tour ha toccato anche altre località, fra cui Porretta Terme e Montese; oggi raggiungerà Bologna, dove la donna è attesa dal sindaco Lepore, e poi proseguirà per l’entroterra modenese. Thaisa è stata accompagnata sulla linea del fronte dallo storico Vito Paticchia, grande esperto della guerra sull’Appennino bolognese: "Abbiamo ritrovato i luoghi in cui sono avvenuti episodi straordinari, descritti dall’ufficiale nel suo diario". Dopo 80 anni i luoghi sono gli stessi, ma le lacrime hanno un sapore diverso.

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