Delitto Matteuzzi, chiesto l’ergastolo per Padovani. “Crimine orribile, Alessandra è stata annientata”

La richiesta di pena della Procura per l’omicidio della 56enne bolognese nell’agosto del 2022, è arrivata poco dopo le 15 da parte delle pm Lucia Russo e Francesca Rago. L’ex calciatore 28enne in aula è rimasto impassibile. La sorella della vittima: “Voglio farle giustizia”

Bologna, 12 gennaio 2024 – Delitto Matteuzzi, la procura ha chiesto l’ergastolo per Giovanni Padovani. La richiesta di pena è arrivata poco dopo le 15 da parte delle pm Lucia Russo e Francesca Rago. Padovani in aula è rimasto impassibile, anche durante le descrizioni più vivide e crude del suo delitto.

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La Procura di Bologna ha chiesto l'ergastolo per Giovanni Padovani per l'omicidio della ex Alessandra Matteuzzi (foto Schicchi)
La Procura di Bologna ha chiesto l'ergastolo per Giovanni Padovani per l'omicidio della ex Alessandra Matteuzzi (foto Schicchi)

Con una violenza inaudita l’ex calciatore di 28 anni, massacrò sotto casa a martellate, calci, pugni e colpi di panchina la ex Alessandra Matteuzzi, in quel tragico 23 agosto 2022. Il ragazzo era ossessionato dalla ex fidanzata, la 56enne bolognese e non accettava la fine del loro rapporto. La sorella della vittima Stefania Matteuzzi in lacrime: “Combatterò per farle giustizia” (video). “Non è facile andare avanti dopo una cosa del genere, lui deve stare in carcere tutta la vita per quello che ha fatto”. 

"Crimine orribile, Alessandra è stata annientata”

“L'orribile crimine di cui si è macchiato Padovani va punito con l'ergastolo. Questa è la pena che deve essere applicata”. È la richiesta della Procura di Bologna. “Alessandra Matteuzzi è stata annientata - ha detto la pm Lucia Russo - Padovani l'ha uccisa ancor prima di toglierle la vita. È stata uccisa ancora prima che le venisse massacrato il cranio, a calci, pugni, martellate e colpi di panchina”. Per la procura non sussistono elementi che possano giustificare attenuanti generiche.

Il video choc proiettato in aula

Proiettato in aula un filmato di poco meno di due minuti, con Alessandra felice, che ride, scherza con gli amici, abbraccia la sorella Stefania, gioca con i nipoti. Poi due foto in bianco e nero che la ritraggono con Padovani. E alla fine due scatti di lei sul lettino dell'autopsia, con il corpo sfigurato.

"Alessandra non è mai potuta entrare in questa aula”, ha sottolineato l'avvocato di parte civile Chiara Rinaldi

Prossima udienza

Nella prossima udienza, in programma alle 10.30 del 22 gennaio, parleranno gli altri legali di parte civile e il difensore dell'imputato, Gabriele Bordoni, e il presidente della Corte, Domenico Pasquariello, ha già fatto sapere che fisserà un'ulteriore udienza per le repliche, al termine delle quali i giudici si ritireranno in camera di consiglio.

Il nodo della perizia psichiatrica

I difensori di Padovani avevano tentato di puntare sulla perizia psichiatrica, quando l’uomo lo scorso 4 dicembre parlò al presidente della Corte d’assise Domenico Pasquariello, per la prima volta dall’inizio del processo a suo carico per l’omicidio di Alessandra. Aveva dichiarato espressamente di essere malato e di avere bisogno di aiuto. Queste le sue parole in aula, che però non sono bastate per disporre una nuova perizia psichiatrica. “Se me lo chiede lei do qualsiasi disponibilità, sono disposto a sottopormi a qualsiasi esame. Ho capito di essere malato, non sto bene e ho bisogno di aiuto. Per questo avevo chiesto di essere trasferito nella Rems, perché lì mi possono curare”.

L’ultima cena con la sorella prima di essere ammazzata

Il 23 agosto 2022 Alessandra rientrava da una cena a casa della sorella Stefania ed era al telefono proprio con lei quando si è trovata davanti il suo ex. Armato di martello davanti al suo portone. L’ha massacrata prima vibrandole un colpo con l’arma portata da Senigallia, poi l’ha finita a calci, pugni e colpi di una panchina di ferro trovata vicino all’ingresso del palazzo. Non lasciandole scampo. “Sento ancora le urla”, aveva dichiarato la sorella Stefania Matteuzzi, lo scorso 23 agosto, a un anno dalla morte di Ale. 

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