Dopo tre anni di lavori torna l’acqua nella Chiusa

Ancora pochi giorni e si concluderà il consolidamento dell’opera idraulica. Un intervento costato un milione di euro che si somma ai tre già spesi

Dopo tre anni di lavori torna l’acqua nella Chiusa

Dopo tre anni di lavori torna l’acqua nella Chiusa

Casalecchio (Bologna), 29 agosto 2023 – "Chiusa sistemata, entro un paio di settimane il cantiere si chiude". Una buona notizia per la Chiusa di Casalecchio (ma anche per il Lido e il sistema fluviale del Reno a ridosso di Bologna). Dopo tre anni di cantieri ed una spesa diretta di oltre un milione di euro (che si sommano ai tre milioni spesi nei dieci anni precedenti) ancora pochi giorni e si concluderanno le opere di ripristino e consolidamento del manto di rivestimento della più antica opera idraulica del vecchio continente ancora perfettamente funzionante.

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Un sistema che è all’origine dei canali che scorrono in città e che prende il via proprio dal bacino naturale che il Reno forma a Casalecchio all’ombra del Colle della Guardia prima di lambire la periferia di Bologna grazie allo storico sbarramento che fa della Chiusa un monumento riconosciuto dall’Unesco. Le impetuose piene del 2009 e del 2018, ma poi anche l’enorme squarcio generato sulla ‘pelle’ dello sbarramento sul Reno nel febbraio e del novembre 2019 avevano indotto la direzione dei Consorzi dei Canali di Bologna di concerto con la Regione a realizzare la rimozione dei grandi depositi alluvionali che all’altezza del parco Talon restringevano l’alveo del Reno concentrando tutta la forza dell’acqua sulla Chiusa e poi provvedere alla posa e nell’ancoraggio delle lastre di granito che costituiscono il piano inclinato.

"Sono state individuate le origini delle infiltrazioni che avevano sollevato una porzione di lastre rosse. Ma per fare questo è stato necessario mettere in secca tutto il fronte della chiusa, deviando con le ghiaie del fondale il flusso del Reno nella direzione del canale – spiega il direttore dei Consorzi dei canali, Andrea Bolognesi -. Si era riportato il livello adeguato della ‘presa’ del canale e tolto il deposito in eccesso al Lido con l’obiettivo di rimettere in funzione lo sfioratore laterale, utile ad evitare allagamenti e mettere in sicurezza il territorio a valle. Si sono sigillate le fessure sulle lastre di colmo da dove partivano le infiltrazioni e consolidato il sottofondo e ancorate le altre zone con ‘iniezioni’ di materiali appropriati". Il cantiere si era aperto con un mese di ritardo vista la portata del fiume a seguito delle piogge di maggio. E anche oggi l’impresa deve fare i conti con i rilasci programmati dalla diga di Suviana utili a garantire il deflusso minimo vitale del Reno. Ma i due mesi asciutti di luglio e agosto hanno permesso la fine dei lavori che preludono alla sistemazione di tutta l’area circostante: il ritorno dell’acqua a riva del Lido e al termine dello ‘scivolo’ e la rimozione delle recinzioni di cantiere.

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