Bologna, ecco dove la Garisenda sta cedendo: "Così la selenite si riduce in polvere"

Dai verbali del comitato tecnico emergono nuovi particolari sui punti più a rischio all’interno della torre. E c’è chi solleva un altro tema: "Falda, approfondire l’andamento anomalo dei sensori durante l’alluvione"

Bologna, 30 novembre 2023 – "All’interno della torre la selenite si sta disgregando trasformandosi in polvere di gesso". Più chiaro di così, l’ingegner Tomaso Trombetti, non poteva essere.

Durante uno degli ultimi incontri del comitato tecnico scientifico, avvenuto il 23 ottobre scorso, il professore e gli altri esperti elencano i mali della Garisenda (con tanto di foto a corredo) in un quadro che ormai tutti definiscono "di grave criticità".

L’interno della torre: nel cerchio l’angolo sud-est, dove la selenite si sta sgretolando
L’interno della torre: nel cerchio l’angolo sud-est, dove la selenite si sta sgretolando

Insomma, il codice è rosso: il pericolo di crollo concreto. Di lì a poco sarà consegnata al sindaco Matteo Lepore la relazione finale.

"L’elemento eclatante è il cambio di direzione", aggiunge Trombetti riferendosi alla torsione della Garisenda. Gli spostamenti, che un tempo erano verso est, ora sono verso sud, in direzione dell’Asinelli, con deformazioni in aumento nell’angolo sud-ovest.

Garisenda: via alla cintura di protezione

Ma c’è anche un altro tema che introducono gli esperti del comitato: "Sono interessanti i dati della falda e andrebbe approfondito un anomalo andamento dei sensori in corrispondenza delle forti piogge del maggio 2023", spiega l’ingegner Sergio Lagomarsino con riferimento all’alluvione che ha colpito duro, oltre che in Romagna, anche a Bologna.

Ora il comitato tecnico scientifico è stato sciolto per lasciare campo libero al comitato che si occuperà del restauro.

Chiusa l’esperienza del comitato, resta però lo scontro politico sui presunti ritardi nell’intervento del Comune e sulla mancata consegna (almeno finora) degli atti precedenti al 2023.

"Siamo talmente preoccupati e collaborativi per la salute delle due torri che è stato anche grazie al Governo se oggi il Comune è intervenuto – dice il senatore di FdI Marco Lisei –, dai verbali emerge chiaramente l’operato della Sovraintendente Tomba che ha sollecitato il Comune ad attivarsi. Questa non è una polemica, è un fatto oggettivo che emerge, come ci sia stata una sottovalutazione e un ritardo del Comune. Purtroppo questo sta costando caro alla città. Il ministro della Cultura è corso subito in soccorso, finanziando l’intervento e supportando l’attività del Comune. Anche Cremonini e Morandi vanno ringraziati. Tutti stanno facendo la loro parte, è lecito sperare che il Comune inizi a fare la sua".

"La vera domanda, alla luce dei documenti che ci sono giunti, è perché si è aspettato l’intervento del governo, in particolare del sottosegretario della Lega Lucia Borgonzoni, per agire in maniera decisa – attacca il capogruppo del Carroccio in Comune, Matteo Di Benedetto –. Inoltre, perché si è aspettato questo momento per sottolineare l’urgenza della situazione quando si sono spesi più di due milioni di euro per interventi, studi, monitoraggi e comitati in questi anni? E poi mi chiedo perché, se è stato possibile ricevere i documenti relativi alle rilevazioni dal 2019 a oggi, il Comune abbia deciso di condividere con noi solo i verbali dal febbraio del 2023 a oggi".

"Non ho ancora capito la polemica che le opposizioni vogliono portare avanti e di cosa stanno parlando – le parole del sindaco Matteo Lepore a margine della presentazione del cantiere attorno alla torre –. Abbiamo dato e daremo in trasparenza tutto quello che è in nostro possesso, siamo impegnati nella messa in sicurezza della torre e sul progetto di restauro".

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