Garisenda a Bologna: ecco la cintura di protezione in caso di crollo

Maxi container e rete metallica: la cintura è il primo passo del cantiere da oltre 4 milioni. Il cilindro di sostegno arriverà in una seconda fase

Bologna, 29 novembre 2023 – Via ufficialmente all’operazione salva Garisenda rischio crollo. I cantieri per la struttura di contenimento, prima fase della messa in sicurezza (video), entrano nel vivo dopo i sopralluoghi degli ultimi giorni per verificare i sottoservizi e rimuovere i quadri elettrici.

A giorni comincerà l'installazione della "cintura di protezione" che avrà il compito di contenere un eventuale crollo della torre Garisenda di Bologna, come prima fase della messa in sicurezza della struttura: una combinazione di moduli metallici ancorati al suolo e reti paramassi.

Il primo passo è la posa dei contenitori e della rete metallica (foto). Due le imprese coinvolte, la Modena Ingegneria Srl e la Fagioli spa, con la direzione operativa delle strutture per i lavori intorno all’area affidata all’ingegnere Gilberto Dellavalle, “professionista qualificato e profondo conoscitore” della Garisenda e dell’Asinelli, che ha progettato e seguito tutti i lavori di consolidamento delle torri dagli anni ’90 in poi. L’ingegnere Luca Lenzi sarà invece il coordinatore della sicurezza.

La Fagioli nel dettaglio dovrà realizzare ‘il recinto’ in grado di contenere la caduta dei detriti in caso di un eventuale crollo o collasso della torre e per ridurre la vulnerabilità degli edifici circostanti e il rischio di avere persone coinvolte, impedendo l’accesso alla zona circoscritta.

Il recinto sarà fatto da moduli metallici, dei container fissati al terreno con dei micropali e delle reti e in grado di contare su pesanti blocchi di macigno come contrappesi e un sistema di reti paramassi, indicato per sistemi di pretensionamento e ancoraggio al suolo.

Per svolgere tutte le operazioni, con lo scopo di “minimizzare la logistica”, oltre a un piano logistico per i trasporti sarà allestito in via dell’Industria un Hub operativo, dove pre assemblare i container.

“Ciò che viene allestito è stato pensato e progettato appositamente per la Garisenda - spiega il sindaco Matteo Lepore (video) -. I tempi di commissione sono stati molto brevi. Tutti si sono misurati con una sfida molto importante e la necessità di garantire un intervento che ci permetta di proseguire con seconda fase, cioè quella della costruzione del cilindro, che richiederà molto più tempo. Sulla terza fase, quella del restauro, vedremo più avanti. Il colore dei container? Sarà rosso Bologna (sorride, ndr)”.

“Si tratta di una Struttura modulare come un recinto che ci permettere di intervenire - chiosa Fabrizio Ferrari della Fagioli -. Dopodiché tutto sarà incentrato sull’hub operativo messo a disposizione dal Comune. La scelta dei container è tipica del mondo dei grandi sollevamenti, perché è un guscio logistico perfetto per essere trasportato ovunque. Rinforzi e blocchi di cemento poi fanno il resto. Ecco come riusciamo a minimizzare l’impatto logistico”.

All’impresa Modena Ingegneria, sulla base dei dati dell’Università e delle rilevazioni, sono affidate le attività di cantierizzazione, rimozione dei fittoni e della pavimentazione in granito e altri interventi. Il cantiere prevederà anche sistemi di allarme per la sicurezza e telecamere di video sorveglianza. I primi container cominceranno a essere assemblati nell’hub operativo nelle prime di settimane di dicembre, con la prima fase della messa in sicurezza e la realizzazione del cantiere che dovrebbero finire entro gennaio-febbraio. Il costo totale dell’intervento è di 4 milioni e 321mila euro.

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