"Farmaco salvavita finito. Aiutatemi o rischio la morte"

Da otto anni Giuliano Berti deve assumere gli enzimi per il pancreas: "Sono disperato, ho un’autonomia di tre giorni, poi finisco all’ospedale"

Giuliano Berti, 67 anni, artigiano in pensione (forzata) residente a Monteveglio
Giuliano Berti, 67 anni, artigiano in pensione (forzata) residente a Monteveglio

Valsamoggia (Bologna), 6 febbraio 2024 – "Ne ho ancora 18. Ne prendo tre al giorno, ne ho per tre giorni, se finiscono rischio la vita". La salute e la sopravvivenza di Giuliano Berti, 67 anni, artigiano in pensione (forzata) residente a Monteveglio, da otto anni dipende dagli enzimi pancreatici prodotti da una sola casa farmaceutica, che da alcune settimane ha annunciato la difficoltà a soddisfare tutta la domanda di questo farmaco che surroga le funzioni del pancreas. Organo quasi totalmente asportato a Berti da quando, era il 2013, gli è stato diagnosticata la più temibile fra le forme tumorali.

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"Dall’operazione nel 2015 dipendo dall’assunzione di questa medicina per potermi alimentare e assimilare il cibo. Se non la prendo vado diretto al pronto soccorso e non ho speranza di sopravvivere", dice disperato mentre rigira tra le mani l’ultimo flaconcino di Creon da 100 pastiglie.

"Le conto e le riconto, sono 18, anzi, 17 perché prima di venire qui per l’intervista ho preso la prima dopo la colazione. Ora dopo ora le mie speranze si assottigliano, e chi mi incontra nota che ‘sono nervoso’...ma è un’altra cosa. Non dormo più perché a questo farmaco non c’è alternativa, come mi ha detto il mio medico. Vivo in un’angoscia continua, non lo consiglierei al mio peggior nemico", aggiunge correggendo per un attimo le tinte fosche della sua visione dalla speranza che il problema venga quanto prima affrontato e risolto almeno per la denuncia pubblica fatta da Fedez, il rapper compagno di vita di Chiara Ferragni che pochi giorni fa in un post ha acceso i fari su un problema che coinvolge migliaia di persone in tutta Italia, come ha ammesso anche il ministero della Salute che riguardo a questa carenza del farmaco Creon ha chiarito che "Ad oggi l’unica azienda produttrice ha comunicato l’impossibilità di soddisfare la domanda per eccesso di richiesta, e per questo consente alle strutture sanitarie l’importazione dall’estero".

L’ultima confezione un mese fa Berti l’ha fatta arrivare dalla Francia. "Per lavoro avevo contatti in Spagna, Francia e Portogallo. Questo flacone l’ho scovato a Nizza. Non si trova neanche in Vaticano e a San Marino. Son pronto a partire subito dovunque ci sia. Quando la mia farmacia mi ha detto che non si trova da nessuna parte ho interpellato il mio medico, poi il reparto del Maggiore che mi ha operato. Ma sempre senza esito. Allora sono andato al Tribunale del malato. Ho letto anche una dichiarazione dell’assessore alla Sanità Donini, che si è detto a conoscenza del problema. Mi appello a lui, anche perché in questa situazione siamo in tanti e ormai siamo agli sgoccioli".

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