Fondo affitti, Bonaccini lancia l’appello al Governo: “Mancano 20-30 milioni l’anno”

L’allarme del Governatore: “Senza il contributo le persone che avrebbero bisogno di un sostegno dallo Stato, dai Comuni, dalle istituzioni, rischiano di andare nella disperazione”

Bologna, 7 dicembre 2023 – "Vorrei fare qui un ennesimo appello al governo, di ripensare una misura che in maniera incredibile, per certi aspetti surreale, ha deciso di azzerare: il contributo al Fondo affitti che andava ai Comuni". A lanciare l’allarme è stato il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini nel corso di un incontro per presentare un nuovo bando della Regione da 7 milioni di euro per alloggi da destinare alla locazione in formule innovative di housing sociale.

Il presidente Bonaccini e l'assessora Lori
Il presidente Bonaccini e l'assessora Lori

"Se vengono fatti i conti di quanto abbiamo investito in questi anni, superiamo i 240 milioni di euro che la Regione ha messo a disposizione per le politiche per la casa e per l'affitto", sottolinea Bonaccini. Senza il contributo al Fondo per l'affitto vengono a mancare invece "dai 20 ai 30 milioni l'anno – chiarisce il governatore - noi ne abbiamo aggiunti 9 di tasca nostra, ma è chiaro che mancandoti decine di milioni di euro per ogni anno, le persone che avrebbero bisogno di un sostegno dallo Stato, dai Comuni, dalle istituzioni, rischiano di andare nella disperazione".

Bonaccini quindi rinnova l'appello al governo Meloni: "Mi auguro, visto che si sta procedendo all'approvazione della manovra di bilancio, che ci sia un ripensamento da parte del governo e della destra perché è davvero incomprensibile una misura come questa - conclude - nel momento in cui una crescita bassa, un'inflazione che non cala e costi energetici che tornano a salire, vedono più persone andare in difficoltà piuttosto che uscire dalle difficoltà".

L’impegno sul Fondo affitti non è l’unico sostenuto da viale Aldo Moro per il diritto all’abitare. La Regione ha anche stanziato 7 milioni di euro per realizzare alloggi da destinare alla locazione o assegnazione in godimento permanente o per un periodo minimo di 10 anni. Sono alloggi a canone calmierato per la cosiddetta fascia grigia, quelle delle famiglie con un indicatore Isee fino a 35mila euro. Il bando è stato approvato dalla giunta nell’ultima seduta e riguarda la realizzazione di alloggi Ers, ad edilizia residenziale sociale.

Una nuova misura che rafforza l'impegno della Regione per il diritto all'abitare: 4,6 milioni di euro per il Patto per la casa e la gestione degli alloggi sfitti insieme ai Comuni, altri 9 milioni di euro per scorrere le graduatorie per il bonus affitti: fino a tre mensilità l'anno per un massimo di 1.500 euro, 66mila domande arrivate, 49 milioni lo stanziamento complessivo. Si aggiunge un milione per la rinegoziazione dei canoni. Insieme ai 30 milioni di euro per il ripristino degli alloggi sfitti Erp - 1.400 quelli assegnati e prima vuoti - e ai 25 milioni per aiutare le giovani coppie a comprare casa in montagna, con quasi mille richieste di contributo soddisfatte. Da sottolineare poi i 124 milioni di euro assegnati all'Emilia-Romagna dal Pnrr, per interventi già programmati: la riqualificazione sismica ed energetica di 900 alloggi in 52 edifici di Edilizia residenziale pubblica. In totale, oltre 240 milioni di euro per il sostegno alla casa rivolto a persone e famiglie, soprattutto i più fragili e chi è in difficoltà economica.

“Questo progetto si propone di sperimentare formule di abitare innovative – precisa l’assessora alla Programmazione territoriale, Edilizia e politiche abitative, Barbara Lori – : housing sociale (video) è un termine perfino un po’ desueto per le ambizioni che abbiamo. Vogliamo trovare delle modalità per intervenire, migliorando le nostre città, a partire dalla rigenerazione di alloggi oggi inutilizzati”, che verranno restaurati con tecniche all’avanguardia, e “spazi e servizi che possono essere condivisi da chi andrà ad abitare questi alloggi a canone concordato”. I destinatari sono persone che “potranno dedicare anche del tempo ai propri vicini, come bambini e anziani, e potranno condividere anche servizi come le lavanderie o spazi comuni”, conclude.

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