I preferiti di Marino in mostra per la città

L’esposizione all’Opificio Golinelli apre la strada a mostre future. E il 17 febbraio festa in piazza Maggiore per ricordare il filantropo

Una delle opere in mostra
Una delle opere in mostra

Bologna, 3 febbraio 2024 – "Il tempo non esiste perché è Marino è qui con noi". E non solo, si diceva ieri mattina al Centro Arti e Scienze Golinelli, fra le sue opere d’arte più care, fino al 2 giugno al centro della mostra I preferiti di Marino. Capitolo I che attinge dalla vasta collezione del filantropo. Ma il visionario imprenditore, scomparso due anni fa, sarà anche nel cuore dei bolognesi che il 17 febbraio vorranno partecipare alla festa in suo onore, in piazza Maggiore, per una giornata di arte e scienza. E sono proprio questi due i poli a guidare le fila dell’allestimento ora visitabile nella sede di via Paolo Nanni Costa, che nelle intenzioni della Fondazione avrà un allestimento permanente. Così come altre opere d’arte saranno al centro di singoli progetti tematici, legati anche all’attività didattica ed educativa (tanti gli appuntamenti e i laboratori dedicati ai ragazzi e alle famiglie che si possono consultare sul sito della Fondazione).

Ma intanto ieri si è tracciata la strada, come illustrato da Antonio Danieli e Andrea Zanotti della Fondazione Golinelli, alla presenza di Paola Pavirani Golinelli e artisti, fra cui Nicola Samorì ed Emilio Isgrò (due le sue opere esposte) che ha affettuosamente ricordato il legame con Golinelli e la moglie. Fra un aneddoto e l’altro, ha rievocato soprattutto la capacità di Marino di "vedere l’arte come una branca della cultura e non solo del mercato. Di questo progetto convince anche il legame fra arte e scienza, che non esiste senza l’immaginazione". E se ad aprire idealmente la rassegna, che vede anche il sostegno di Banca di Bologna, nella sezione Dall’idea alla materia è l’Icaro trafitto di Ronald Ventura, si passa poi nell’ampio spazio in cui, di fianco a opere di Balla e Andreas Hildebrandt, Golinelli torna come protagonista nelle grandi foto di Giovanni Bortolani – Golinelli e Orso portale e Marino Infinito – che nella sezione Da ieri a domani dialogano con il suggestivo collage di 40 polaroid a colori che compone l’opera A Marino e Paola realizzato nel 1998 da Maurizio Galimberti. Sezione composita, questa, che richiama l’eclettismo dei gusti dell’imprenditore, e che spazia da Samorì alle opere dell’americano Shane Hope che unisce arte e tecnologia. Aspetto, questo, presente ma dosato nella mostra in cui si può sperimentare anche una realtà mista, attraverso InkBlitz e l’utilizzo di visori Meta Quest 3. Di impatto, al centro dello spazio e della sezione Proiettare il presente nel futuro, la barca a remi OrtaWater -Purification Station di Lucy e Jorge Orta, installazione tra l’altro funzionante e dotata di rubinetti. Un richiamo a un futuro guardato con fiducia, spiegano i curatori, ma che chiede la nostra attenzione ai temi dell’accesso all’acqua e della sostenibilità ambientale.

E sempre la parola futuro ispira e nutre la mostra che si chiude idealmente con un’opera site specific, e permanente, realizzata da Marcello Maloberti all’esterno dell’Opificio. "Il futuro non finisce mai di iniziare" recita il neon, che vale sicuramente la pena di vedere anche al calar del buio, e che l’artista ha voluto dedicare "a Marino e che mette insieme i tre presenti. Si tratta di arte dalla dimensione più pubblica, anche visto la comunicazione con l’esterno".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro