Notte bianca 2024 a Bologna: spazi insoliti e gallerie da non perdere

Stasera la città si accende con la White night di Arte Fiera: la nostra guida per un percorso con qualche divagazione

White night 2'24 di Arte Fiera: la notte si illumina
White night 2'24 di Arte Fiera: la notte si illumina

Bologna, 3 febbraio 2024 – Dopo le inaugurazioni delle tante mostre main di Art City e l’apertura di Arte Fiera, arriva questa sera la Notte Bianca dell’arte a rendere ancora più intricata la mappa delle mostre o delle installazioni da vedere. Ed è per questo che cercheremo di puntare su alcune destinazioni, per fare un po’ di ordine e, al massimo, concedersi delle deviazioni on the road.

Le performanceLe dimore storiche aperte per Arte Fiera / I cavalli di Paladino

La fiaba di Mons Jorgensen

1) C’è uno spazio su due piani in una piccola via di Bologna, b5 di Lorena Zuñiga Aguilera e Michele Levis in vicolo Cattani 5/b, che presenta la prima personale italiana di Mons Jorgensen – artista multidisciplinare olandese di base a Londra, Graduate Art Prize alla Central Saint Martins – con una serie di opere pittoriche in grande formato (acrilico e pastello su tela), fotografie in bianco e nero, cortometraggi, sculture e performance che esplorano i temi del mito, della fiaba e della maschera, che nella poetica dell’autrice non è mai finzione, ma supporto rivelatore e amplificatore di identità.

Anna Caterina Masotti a San Zama

2) È un luogo spettacolare che si riesce a vedere solo in questa occasione di art week e non bisogna perderlo, perché l’installazione e mostra fotografica che lo abita è frutto di un accurato e ispirato lavoro: A Single Moment, l’effimero eterno della fotografia di Anna Caterina Masotti (stasera dalle 16 alle 22,30), che, in 30 scatti in bianco e nero, con interventi artigianali di ricamo e cucito, in un percorso installativo, immersivo e multimediale riflette sul suo tema ricorrente, l’istante.

La natura è protagonista, anche sulle stoffe stampate, sempre in bianco e nero, che creano aperture e chiusure tra i continui ambienti della cripta di San Zama, in via dell’Abbadia.

Chiara Fumai per le donne

3) A Chiara Fumai, artista e femminista milanese scomparsa nel 2017, che ha a lungo frequentato la nostra città, in cerca di una sua voce artistica, poi trovata nella performance, l’associazione Traditium Est dedica una mostra alla Biblioteca Italiana delle Donne, ex Convento di Santa Cristina, via del Piombo 5, presentando le installazioni video delle performances Shut up, Actually Talk (2012-13) e The book of evil spirits (2015). L’artista invoca donne di epoche e luoghi differenti, personalità rivoluzionarie unite dal desiderio di rivalsa sociale, dal bisogno di sottrarsi all’oppressione maschile.

La moda senza tempo di Emmanuel Scvili

4) Una camicia in-solita, Emmanuel Scvili, storia di un brand, ricostruisce al Baraccano con materiale d’archivio eterogeneo la storia del marchio bolognese che è stato un punto di riferimento del made in Italy, dalla sua prima collezione nel 1970 all’apice raggiunto negli anni ’90, in particolare con il successo delle camicie cartoon, ideate con la prima licenza ufficiale concessa da Warner Bros e Disney.

Emilio Isgrò cancella il diritto

5) Il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna, nella sede di Palazzo Malvezzi a Bologna, ospita la mostra di Emilio Isgrò Cancellazione dei Codici - Civile e penale. L’esposizione presenta 29 testi giuridici, in particolare il Codice civile e il Codice penale, sui quali Isgrò è intervenuto con la sua cifra espressiva, ovvero cancellando parti del testo, col fine di proporre una diversa riflessione sul significato di convivenza comune.

La famiglia di Julia Mejnertsen Hun

6) Allo Spazio Labò personale di Julia Mejnertsen Hun, un’investigazione visiva delle relazioni familiari e delle nostre convinzioni a partire dal quanto mai controverso e problematico tema della caccia e stasera dalle 20 alle 24, LO/MO - Vinili privati suonati in pubblico.

Gli uomini di Marco Morosini

7) Orea Malià in via Ugo Bassi presenta Reflex di Marco Morosini, ovvero la grande avventura pittorica di "uominiuomini", riflessione sull’omologazione umana.

L’installazione di Carlo Bernardini

8) Modificare la percezione del luogo è l’obiettivo di The light cut, Tracing the invisible, l’installazione di luce realizzata da Carlo Bernardini visitabile a Palazzo Bevilacqua Ariosti, in via d’Azeglio 31.

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