NICOLETTA TEMPERA
Cronaca

L’incidente in A13 si tinge di giallo: a Bologna conducente arrestato per omicidio "Passeggero ucciso col cacciavite"

Vittima un 47enne, la ricostruzione: fatali i fendenti all’addome, non i traumi riportati nell’incidente. Automobilista di 34 anni in carcere alla Dozza. L’ipotesi della lite prima che la vettura finisse fuori strada

Un soccorritore e i vigili del fuoco; a destra, le lamiere dell’auto dopo lo schianto

Un soccorritore e i vigili del fuoco; a destra, le lamiere dell’auto dopo lo schianto

Bologna, 19 settembre 2023 – Le ferite che Ilir Dervashi aveva sull’addome non erano quelle dovute a uno schianto in auto. Gli agenti della polizia stradale di Altedo lo hanno capito subito. E quella che sembrava l’ennesima vittima di un anno tragico sulle strade del Bolognese, dopo il primo sopralluogo del medico legale in poche ore si è trasformata nella vittima di un omicidio. Confermando i sospetti degli agenti intervenuti domenica mattina in A13: l’albanese di 47 anni, prima dell’incidente, era stato colpito, con più fendenti, all’addome.

Colpi inferti, probabilmente, con un cacciavite. E sono state con tutta probabilità quelle ferite a causare la morte dell’uomo. Una morte di cui adesso è accusato il conducente dell’auto, Miri Gurra, anche lui albanese di 34 anni, arrestato domenica per omicidio. L’incidente in A13 era avvenuto poco dopo le 9, nel tratto di autostrada in direzione Bologna che costeggia il quartiere Navile. L’auto su cui viaggiavano i due albanesi, una Renault Capture, era schizzata contro la macchina che la precedeva, carambolando e finendo nella vegetazione sul lato della strada. Il 34enne era stato estratto illeso. Dervashi, invece, era già morto. Subito le condizioni del cadavere hanno destato sospetti. I poliziotti della stradale hanno immediatamente allertato il pm di turno, Michela Guidi. In A13 è intervenuta anche la squadra mobile, per ricostruire quanto accaduto all’interno dell’auto prima dello schianto.

L’ipotesi è che tra i due uomini, entrambi con piccoli precedenti alle spalle, possa essere scoppiata una lite, della quale non sono emersi i motivi. E in questo contesto di rabbia e agitazione Gurra, afferrando la prima cosa a tiro, cioè un cacciavite trovato nell’abitacolo, abbia colpito ripetutamente all’addome l’altro. In questa fase concitata potrebbe avere perso il controllo dell’auto, finendo per tamponare la macchina che li precedeva e poi per uscire fuori strada.

Gurra , al termine degli accertamenti, è stato arrestato per omicidio e accompagnato alla Dozza. Non ha detto una parola, né con gli agenti, né con il magistrato. Si scava quindi nei rapporti tra i due, sull’eventualità di vecchi rancori che potrebbero avere innescato la lite. I due uomini sarebbero residenti entrambi in Veneto e, stando a quanto ricostruito in queste ore dai poliziotti, non sarebbero stati diretti verso Bologna. Nell’auto su cui viaggiavano, intestata a Gurra, non è stata trovata droga. Resta quindi il giallo su che cosa sia accaduto per innescare tanta violenza. Un mistero che è ancora nascosto nel silenzio del trentaquattrenne.