L’intelligenza artificiale a scuola: "Da noi è già materia di studio"

All’istituto tecnico Marconi-Pieralisi di Jesi è entrata nel piano dell’offerta formativa. "Un’ora a settimana"

L’intelligenza artificiale a scuola: "Da noi è già materia di studio"
L’intelligenza artificiale a scuola: "Da noi è già materia di studio"

JESI (Ancona), 31 gennaio 2024 – Qui, a Jesi, l’intelligenza artificiale figura nell’orario delle lezioni. Siamo all’istituto superiore Marconi-Pieralisi – il primo nelle Marche e uno dei primi in Italia – dove l’intelligenza artificiale è contemplata come materia di studio.

"Abbiamo deliberato di introdurre questa disciplina in via sperimentale lo scorso anno per quello in corso – spiega il dirigente scolastico Maria Rita Fiordelmondo – non per avere quella risonanza mediatica che sta arrivando, ma perché ce lo chiedevano le aziende del territorio con cui siamo in stretto contatto. Aziende che già la applicano nei processi produttivi e nelle loro attività. Già in terza è stata introdotta la tematica dell’intelligenza artificiale dal punto di vista etico, per mostrare le potenzialità ma anche i rischi di questi nuovi strumenti. Stiamo lavorando anche nella formazione dei docenti. Per ora si tratta di un’ora a settimana ma i ragazzi ci chiedono già di aumentare il tempo a loro disposizione per conoscere e aver sempre maggiore consapevolezza di questa materia che viene utilizzata dalle aziende ad esempio nel controllo qualità".

La disciplina "Intelligenza Artificiale" è all’interno dell’indirizzo informatica e telecomunicazioni e si studia in tre classi quarte e due quinte. "Lo scopo della proposta è quello di fornire agli studenti una preparazione più specifica e avanzata sulle tecnologie emergenti e sulle loro applicazioni – spiega il coordinatore del dipartimento di Informatica, Marcello Pigini –. L’AI rappresenta una disciplina sempre più richiesta nel mondo del lavoro anche nel nostro territorio, e negli ultimi anni ha acquisito un’identità sempre più forte per cui abbiamo pensato di introdurla come disciplina a sé stante. Si intende offrire, quindi, agli studenti la possibilità di ampliare significativamente il loro bagaglio culturale e le loro opportunità di carriera future. Inoltre, si vanno a creare delle nuove conoscenze, abilità e competenze perfettamente integrabili nell’attuale curricolo di informatica".

"I ragazzi usano ChatGpt anche per compilare mail o fare il compito – spiega Nicola Falcionelli, docente esperto (ha 33 anni, ndr) che viene da anni di studio e ricerca all’università politecnica delle Marche –, ma l’obiettivo è utilizzarlo in maniera proficua alla loro crescita, consapevoli dei limiti e dei rischi. Le aziende, anche del territorio, lo applicano ad esempio per capire com’è andata la campagna elettorale di un certo politico, per rispondere in maniera automatica ai clienti-pazienti e magari cogliere degli alert nelle parole che percepisce e magari attivare un’assistenza più veloce in caso di necessità urgenti. Grande applicazione poi la si sta avendo nel controllo qualità con l’i.a. che riesce a riconoscere quei prodotti che hanno dei difetti".

“L’intelligenza artificiale è nella nostra vita di tutti i giorni – commenta lo studente Alessandro Bartocci -. Ad esempio nei videogames, oltreché nei call center. Non mi spaventano le ricadute occupazionali essendo io in un settore che continua a crescere, svilupparsi e dare nuove opportunità".

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