L’ondata di maltempo: frane in Val di Zena, al Corno arriva la neve. Disagi anche in città

Bologna, quasi due giorni di pioggia battente hanno riportato l’allarme in molti paesi. Almeno l’Appennino è tornato a imbiancarsi, da Vidiciatico a Monghidoro

Bologna, 7 gennaio 2024 – Gioia, per la neve caduta a fiocchi copiosi nelle prime montagne dell’Alpe di Monghidoro, di Vidiciatico, ma soprattutto del Corno alle Scale. E preoccupazione, tanta, per tutti i paesi bolognesi in pianura o pedemontani che sono stati flagellati dalla pioggia.

I danni causati dal maltempo: strade allagate, terreni dissestati, massi e alberi caduti anche in mezzo alla carreggiata, insieme ad altri detriti. La neve ha imbiancato l’Appennino e coperto completamente impianti da sci e auto parcheggiate in strada
I danni causati dal maltempo: strade allagate, terreni dissestati, massi e alberi caduti anche in mezzo alla carreggiata, insieme ad altri detriti. La neve ha imbiancato l’Appennino e coperto completamente impianti da sci e auto parcheggiate in strada

Le copiose precipitazioni di oggi, iniziate già ampiamente ieri, hanno suscitato sensazioni contrastanti: dall’emozione di chi ha potuto programmare le prime sciate al Corno, fino a chi ha temuto per le proprie case e la propria sicurezza nelle zone già duramente colpite a maggio. Sono tante, soprattutto nella zona Savena-Idice della provincia bolognese, le frane ancora attive e "per cui troppo poco, in termini di ripristino, è stato fatto da maggio ad oggi", gridano i Comitati di cittadini.

A destare maggiore allarme nella giornata di oggi l’area pianorese della Val Di Zena, quella compresa tra Botteghino di Zocca e la prima collina, e quella di Monterenzio. In Val di Zena, già dalle prime ore della mattinata, le piogge hanno ‘riacceso’ una frana che ha portato fango, acqua e detriti anche di grandi dimensioni sulla carreggiata, rendendo in un primo momento pericolosa la circolazione, fino all’intervento di alcune piccole scavatrici e dei mezzi di intervento della Città metropolitana. Tanti i residenti che, dopo gli effetti di queste prime piogge, si sono detti "preoccupati e adirati per quanto poco è stato fatto dall’alluvione per mettere in sicurezza le pareti instabili perché già franate".

A Monterenzio , invece, ad avere la peggio un tratto dell’Idice in prossimità della frazione di Bisano, dove alcuni volenterosi cittadini hanno dovuto spostare dalla carreggiata un masso scivolato giù dalla parete a bordo strada.

Problemi anche nella frazione di Cà di Bazzone dove la strada si è nuovamente allagata. In paese, poi, non è mancata la polemica inerente al famoso guado costruito da sette imprenditori della zona in periodo d’emergenza, a maggio, e ora dichiarato ‘da demolire’ dalle istituzioni. A destare una nuova discussione, una foto della maggioranza comunale sulla pagina ‘Monterenzio Aperta’, dove si vede il guado sommerso dall’acqua dell’Idice, innalzatasi per le piogge, ma anche cosparso di tronchi.

"Il guado regge, nonostante quello che dall’amministrazione vogliono mostrare con queste foto. L’acqua lo ha invaso perché nessuno di competenza ha pensato di far ripulire l’alveo dell’Idice. Tronchi e detriti mai rimossi non permettono alle acque di defluire sotto al guado", scrivono arrabbiati alcuni residenti a difesa del manufatto.

I grandi corsi d’acqua della Bassa, Idice e Reno, sono stati monitorati per tutta la giornata: il livello idrometrico si è alzato, ma senza mai destare preoccupazione o allarme, e senza causare danni o straripamenti.

Interventi anche a San Lazzaro, Castenaso, Imola, San Pietro in Casale e Galliera. Anche in città i vigili del fuoco sono intervenuti a causa del maltempo: disagi e disservizi, ma senza gravi conseguenze. La preoccupazione, più che altro, se la pioggia dovesse continuare ancora, riguarda la giornata di oggi e il terreno carico di acqua ormai da oltre 24 ore.

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