Neonato morto in culla a Castenaso: che cosa è la sids

Lanari (Sant’Orsola): "Più rischi a pancia in giù e fumo proibito in casa. Un nato su 2mila colpito in Italia". Il consiglio: usare materassi piatti.

Marcello Lanari, direttore della Pediatria d’urgenza al Sant’Orsola di Bologna

Marcello Lanari, direttore della Pediatria d’urgenza al Sant’Orsola di Bologna

Bologna, 17 luglio 2023 – È in programma oggi l’autopsia del piccolo Raul, 22 giorni, trovato senza vita nella culla dalla mamma di 32 anni. La tragedia è avvenuta sabato mattina, in un’abitazione di Castenaso. La donna ha chiamato il 118, ma per il piccolo non c’è stato nulla da fare.

Che cos’è la morte in culla?

"La Sids, dall’inglese Sudden Infant Death Syndrome, viene così detta perché quasi sempre avviene durante il sonno del lattante, consiste nel decesso inspiegabile di un bimbo al di sotto dell’anno di vita, quasi sempre apparentemente sano – risponde il professor Marcello Lanari, direttore della Pediatria d’urgenza e del Pronto soccorso pediatrico dell’Irccs Sant’Orsola –. Per definirla morte in culla vanno fatti accertamenti ambientali e autoptici, per escludere ogni possibile causa, quale una malformazione cardiaca, una grave infezione, un soffocamento accidentale, una malattia metabolica o un altro motivo che possa averla provocata. Le cause della Sids realmente tale non sono ancora note".

A che età è più frequente?

"Tra uno e cinque mesi, l’incidenza maggiore si ha attorno alle 11 settimane, meno del 2% dei casi si registrano nei primi giorni di vita. La Sids rappresenta una delle cause principali di morte nel primo anno d’età, con una modesta prevalenza del sesso maschile. Nel nostro Paese, si stima che vada incontro a morte in culla circa un nato su duemila: il 90% entro i primi 9 mesi di vita e solo il 2% dopo".

Sono noti fattori di rischio?

"Sì – precisa il pediatra –. Anomalie del sistema nervoso e in particolare di alcune aree che controllano la respirazione durante il sonno; i neonati prematuri sembrano essere a maggior rischio di Sids, così come quelli di basso peso alla nascita. È nota anche una certa predisposizione familiare. Sono stati dimostrati anche fattori ambientali che aumentano il rischio di morte in culla".

Quali sono?

"Porre il piccolo in posizione prona, ossia a pancia in giù, mentre è consigliato metterlo supino, ossia sulla schiena durante il sonno. Molti casi di presunta Sids sono in realtà asfissie accidentali. Bisogna evitare anche di far dormire il bimbo nel lettone con i genitori o i fratelli più grandi, perché potrebbe rischiare un soffocamento involontario. Non va bene neppure utilizzare materassi soffici, meglio quelli piatti, o coprirlo con tante coperte: è preferibile mettere il bimbo in una tutina calda e senza cuffiette. Infine, non posizionare nella culla asciugamani di spugna, cuscini e pupazzi di peluche e non fumare mai dove soggiorna il piccolo. Il fumo della madre in gravidanza e l’assunzione di alcol e droghe aumentano di molte volte il rischio".

Misure che, invece, proteggano?

"L’allattamento al seno, attraverso cui il bimbo riceve non solo nutrienti, ma anche anticorpi, e anche il ciuccio nella fase di addormentamento, ma senza fissarlo a catenelle, per evitare il pericolo di strangolamento".

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