Inserimento al nido, a Bologna si accorcia da un mese a tre giorni

Per il piccolo solo tre giornate con l’accompagnatore, poi orario normale: accade in 28 strutture. Materne: si parte dal 5 settembre

Dopo un anno di sperimentazione si accorcia il periodo di inserimento in 28 nidi

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Bologna, 2 settembre 2023 – Dopo un anno di sperimentazione, l’inserimento al nido del bambino, croce e delizia delle famiglie, durerà tre giorni e non un mese. Questo in 28 nidi bolognesi. Di fatto l’accompagnatore del bambino resterà al nido per tre giorni full time e al quarto saluterà il figlio.

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E’ questa la principale novità del nuovo anno scolastico per lo 0-6 anni sotto le Due Torri. Un anno che nelle materne comunali partirà martedì 5 seguito da venerdì 8 dai nidi. Infine venerdì 15 i grandi di elementari, medie e superiori. A decidere il rientro di nidi e materne comunali è Palazzo d’Accursio, per i grandi è invece la Regione che, con la scelta del venerdì, ha fatto arrabbiare proprio tutti: le famiglie visto che gli istituti comprensivi (dalla materna statale alla medi) andranno a scuola solo di venerdì, mentre le superiori due giorni. Arrabbiati anche in Romagna per il week end turistico rovinato.

Tornando all’inserimento ‘veloce’ al nido, si chiama "progetto di ambientamento partecipato" e prevede un approccio immersivo per i primi giorni di frequenza, con appunto una presenza continuativa della figura di riferimento che accompagna il bambino o la bambina alla scoperta del nuovo contesto. “Nel rispetto dei tempi dei bambini e delle bambine, si favoriscono così maggiormente la costruzione dell'alleanza educativa e le esigenze di conciliazione vita-lavoro delle famiglie che possono contare su un periodo molto più breve per l'ambientamento rispetto ai tempi previsti con il modello tradizionale", spiega Veronica Ceruti, capo Area Educazione e Istruzione dell’assessorato alla Scuola del Comune.

Restando nei nidi comunali, l’anno parte con un’ulteriore riduzione della lista di attesa ridotta di quasi 200 unità: dai 617 bambini di giugno a 440, con ancora 50 posti disponibili (lo scorso anno, a fine agosto, la lista di attesa contava 486 bambini e bambine e 37 posti ancora disponibili). Per abbassare ulteriormente la lista di attesa, Palazzo D'Accursio ha deciso di stanziare altri 500.000 euro all'anno per aprire un nuovo nido da circa 40 posti, già da quest'anno scolastico, in una materna comunale che si sta individuando in questi giorni. DI fatto è una materna che vede il calo delle iscrizioni e il conseguente recupero dello spazio a favore del nidi. I nuovi posti dovrebbero essere pronti per gennaio.

Materne al via dal 5 settembre

In sintesi, martedì 5 settembre riapriranno i battenti le 75 scuole d'infanzia comunali (67 a gestione diretta e otto a gestione indiretta) per accogliere 5.056 bambine e bambini dai 3 ai 5 anni. Nelle scuole comunali a gestione diretta saranno in servizio 414 insegnanti e 149 collaboratori scolastici: anche per il nuovo anno scolastico sono confermati, con contratti a tempo indeterminato, i 18 insegnanti che andranno a potenziare gli organici e il sistema delle sostituzioni del personale assente. Venerdì 8 settembre, invece, apriranno i nidi, i 50 comunali, i sette comunali in concessione, i due in convenzione e un nido interaziendale: nei nidi comunali a gestione diretta saranno in servizio 447 educatrici ed educatori (474 considerando anche quelle in servizio nei Centri bambini e famiglie) e 259 collaboratori per accogliere i 2.467 piccole e piccoli di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni. A questi nidi si affiancano quelli a gestione indiretta con 412 posti, i nidi e gli altri servizi educativi per la prima infanzia convenzionati ai quali si accede con tariffe calmierate, grazie ai contributi comunali: qui sono iscritti altri 1.045 tra bambini. L'offerta complessiva copre circa il 45% dell'utenza potenziale (bambini fino a 2 anni residenti a Bologna), percentuale superiore alla media nazionale che si attesta al 26,9%. "E' un impegno importante che rinnova la tradizione di questa città. Il messaggio è che continuiamo a investire sullo 'zero-sei'. Nei nidi abbiamo un aumento lieve della domanda nonostante il calo della natalità: dipende dunque da ragioni socio-economiche, vuole dire che nelle famiglie lavorano entrambi i genitori", spiega l’assessore alla Scuola, Daniele Ara. f. g. s  

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