FEDERICA ORLANDI
Cronaca

La nonnina dà 100mila euro ai badanti: "Non mi hanno truffata, sono loro la mia famiglia"

Marta Baraldi (84 anni) ha versato molto denaro ai suoi collaboratori. Aperta inchiesta per circonvenzione d’incapace su segnalazione della banca alla procura

Marta Baraldi, 84 anni, insieme a Michele Ferraro e Angela Albanese, moglie e marito, lui fisioterapista. Per l’accusa, avrebbero circuito l’anziana donna

Marta Baraldi, 84 anni, insieme a Michele Ferraro e Angela Albanese, moglie e marito, lui fisioterapista. Per l’accusa, avrebbero circuito l’anziana donna

Bologna, 21 aprile 2024 – C’è un fascicolo per circonvenzione d’incapace ai danni di una nonnina di 84 anni, Marta. Indagati sono marito e moglie, Michele e Angela di 53 e 57 anni (difesi dall’avvocato Matteo Murgo); lui era il fisioterapista della sorella della donna, rimasto poi in contatto con l’anziana una volta deceduta la congiunta, dieci anni fa.

Per l’accusa (l’inchiesta è partita dalla segnalazione della banca per uno spostamento di denaro ritenuto anomalo), i due avrebbero circuito la signora, sola e senza parenti vicini, causandole una "dipendenza emotiva” tale da indurla a cedere loro diverse migliaia di euro.

In particolare, a febbraio 2023 la signora ha dato ai due centomila euro – gran parte del provento della vendita di una casa al mare – per "assistenza alla persona"; ha intestato loro la sua polizza sulla vita (prima a nome di un pronipote), li ha nominati suoi eredi e ha girato loro la propria indennità mensile di invalidità, per 4mila euro totali.

Così, il tribunale ha disposto il sequestro preventivo dei saldi sui conti della coppia, senza però divieto di avvicinamento, ché avrebbe destabilizzato troppo l’anziana, già tutelata dall’amministratrice di sostegno nominata dalla Procura. Ma a opporsi a tutto questo è la stessa Marta, che reclama: "Loro sono la mia famiglia, i miei angeli. E coi miei soldi faccio quello che voglio".

La signora Marta Baraldi ha 84 anni, vede pochissimo ("Non riconosco neanche la pasta che ho nel piatto", scherza) e ci sente così così, ma pare ancora sapere il fatto suo. Arzilla e all’occorrenza ben risoluta, in questi giorni è arrabbiatissima perché "secondo me vogliono mandarmi una badante che venga a dormire a casa mia la notte: ma io non la voglio, non ne ho bisogno, non ne posso più di tutte queste imposizioni. Voglio essere libera di essere me stessa". E ci mancherebbe.

Signora Marta, lei sa cosa sta succedendo?

"Succede che non sono più libera di essere me stessa. Mi hanno imposto un’amministratrice di sostegno che controlla tutto quello che faccio, mi hanno bloccato tutti i soldi che volevo dare a Michele e all’Angela. Io voglio solo essere ascoltata".

La ascoltiamo: c’è un procedimento in corso in cui Michele Ferraro e Angela Albanese sono accusati di averla convinta a dare loro del denaro. E perciò i conti sono stati bloccati e le è stata nominata un’amministratrice di sostegno. Lei non è d’accordo?

"Io voglio subito dire una cosa: abito da sola, i miei nipoti vivono all’estero e i pronipoti non li vedo mai. Ho una sola famiglia: sono Michele e Angela, che mi accudiscono in tutto. Sono come miei figli. Mi danno serenità. Sa cos’è successo l’altra sera?"

Ci dica.

"Mi è saltata la luce in casa. Ho suonato l’allarme salvavita, che è collegato con il telefono di Michele. Lui dopo neanche dieci minuti era qui, e non sta mica vicinissimo. Mi ha riattivato l’interruttore, mi ha salutato ed è tornato a casa. Come un figlio".

Come vi siete conosciuti?

"Era il fisioterapista di mia sorella, poi quando lei è mancata dieci anni fa siamo rimasti in contatto. Prima seguiva anche me con la fisioterapia, poi però il rapporto è diventato affettivo. Ho conosciuto anche sua moglie. Adesso, stiamo sempre insieme: tutte le mattine alle 7 l’Angela viene ad alzarmi, alle 17 torna che ceno e poi mi aiuta ad andare a letto. Stiamo insieme per le feste, mi portano a visitare i santuari che mi interessano. Stiamo insieme i fine settimana e durante il Covid si prendevano cura di me, mi portavano la spesa... Mi miglioravano la vita. Io ho solo loro, capisce? Vorrei anche vivere con loro, se si potesse, ma non credo che si possa ora che c’è tutto il problema del tribunale...".

E i suoi nipoti?

"Stanno tanto lontano, non li vedo mai. Non li vorrei in casa mia".

Lei paga questa coppia, per i piaceri e le attenzioni nei suoi confronti?

"Forse dovrei, ma non lo faccio. Il denaro non c’entra. Non c’è un contratto, sono la mia famiglia. Non li pago".

E il denaro che ha mandato sui loro conti?

"Come farei con dei figli. I soldi sono i miei, potrò farci quello che voglio? Loro non hanno colpe, non mi hanno mai chiesto niente né obbligata a fare niente. Sapere che ci sono loro e non sono sola mi fa stare bene. Staranno con me finché vivrò e poi si vedrà. Io voglio solo essere ascoltata, e che si capisca che loro non sono truffatori. Sono la mia famiglia".

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