Rapine in villa a Bologna, il terrore di Camilla: “Mi hanno puntato contro un’arma”

Fu vittima di una rapina in via Bellacosta a febbraio: “Ho visto strani movimenti in strada. Ma Comune non vuol neanche mettere le telecamere”

Camilla è stata vittima di una rapina in casa a Bologna (foto Schicchi)

Camilla è stata vittima di una rapina in casa a Bologna (foto Schicchi)

Bologna, 29 giugno 2023 – “La paura è ancora tanta". Camilla ieri mattina non sapeva nulla della tentata rapina avvenuta a una manciata di metri da casa sua. "Ma questa cosa mi dispiace moltissimo, so bene cosa si prova". La donna, che vive in via Bellacosta, a febbraio scorso era stata infatti sorpresa in casa da due predoni, che erano entrati forzando la portafinestra sul retro.

"Erano stranieri, sono sicura che li riconoscerei se li vedessi", racconta. Ieri mattina era in casa, quando ha appreso della rapina, avvenuta intorno alla mezzanotte precedente. "Sono andata a dormire presto, non mi sono accorta di nulla – dice –. Ma nel pomeriggio, adesso che ci penso, era successo qualcosa di strano: si è presentato un uomo che ha detto di essere un agente immobiliare, era molto insistente e voleva per forza entrare in casa. Mi ha anche chiesto se volevo vendere casa mia o se volevo acquistare proprio quella dove c’è stato la tentata rapina. Mi sono parse domande strane e con il senno di poi ancora più anomale".

Camilla non si spinge a dire che quel sedicente agente immobiliare potesse essere un basista, "ma un sospetto, a questo punto, può venire. Comunque immagino quanta paura abbia avuto la famiglia vittima dei rapinatori, sono molto dispiaciuta. A me hanno puntato un’arma contro, so cosa vuol dire. Erano le 18,30 del pomeriggio, pensavo di poter stare tranquilla in casa mia. E invece...".

Camilla è stata chiusa in una stanza e le hanno strappato via i gioielli che aveva addosso. "Se non fossi stata in casa non avrei perso migliaia di euro di preziosi", dice, riferendosi ai gioielli che indossava in quel momento e che le hanno portato via.

“Io di solito, quando siamo tutti in casa, chiudo gli infissi e metto in funzione l’allarme – spiega Camilla –. Ma quella sera stavo aspettando mio figlio, che doveva rientrare dalla palestra. Sono stata colta totalmente di sorpresa. È stato bruttissimo e ancora non riesco a ritornare alle vecchie abitudini. Non apro più la porta a nessuno, se viene il postino firmo attraverso il cancello. Non mi fido più, vivere qui è diventato molto pericoloso".

Una sensazione che nasce dalla cronaca dei fatti che accadono, quotidianamente, nella strada a due passi dai Giardini Margherita: "Ogni due giorni qui c’è un furto – puntualizza Camilla –. Malgrado questo, il Comune non trova necessario mettere delle telecamere nella strada, che potrebbero invece essere molto utili per il lavoro della polizia e anche come deterrente".

Anche a febbraio, in via Bellacosta era intervenuta la Squadra mobile: "La polizia ha preso le impronte mie e quelle di mio figlio. La Scientifica ha fatto un grandissimo lavoro. Mi hanno detto che quelli che erano venuti a casa sono fuggiti su una Panda bianca, ma ancora non sono stati fermati". L’aggressione in casa ha lasciato segni profondi in Camilla: "Pensi sempre che una cosa così non possa succedere in casa tua – dice –. E quando accade, il trauma psicologico è durissimo da superare. Adesso, visto che questa strada è sempre buia, prendo la macchina anche per fare 50 metri. La mia vita è cambiata".

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