Sciopero, la rabbia di medici e infermieri: “Adesione massima, come non si vedeva da anni”

Fischietti, bandiere e cartelli con la scritta: ‘La sanità pubblica non si svende, si difende’. “Il motivo principale dello sciopero è il sottofinanziamento del servizio sanitario nazionale”, sottolinea Ester Pasetti (Anaao Assomed)

Bologna, 5 dicembre 2023 - Il suono dei fischietti, le bandiere e i cartelli con la scritta “medici senza futuro' e 'la sanità pubblica non si svende, si difende'”. I camici bianchi in sciopero escono dall'assemblea al padiglione 3 del Sant'Orsola e con gli infermieri di Nursing up manifestano in circa 200 per oltre un'ora all'aperto, al gelo, in via Albertoni, davanti al Pronto soccorso del Sant'Orsola.

Medici e infermieri in sciopero: il sit in
Medici e infermieri in sciopero: il sit in

"Adesione alta - assicura Gabriele Farina, consigliere nazionale Anaao Assomed, per anni al Pronto soccorso del Policlinico e ora al Pronto soccorso di Faenza -. A livello nazionale siamo attorno all'85%. Nel mio reparto a Faenza hanno aderito tutti anche se poi si viene precettati per assicurare il servizio".

Infatti nel Pronto soccorso del Sant'Orsola i medici lavorano mostrando sul petto un cartellino con la scritta '#precettato'. E Luca Spinardi di Cimo Fesmed aggiunge che “l'adesione è massima, come non si vedeva da anni”. “Il motivo principale dello sciopero è il sottofinanziamento del servizio sanitario nazionale" sottolinea Ester Pasetti, segretario regionale Anaao Assomed. Daniele Lorenzoni, infermiere di Nursing Up ricorda che “a Bologna negli ultimi tre anni si sono dimessi dagli ospedali oltre 150 colleghi”.

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