Scout evacuati in Corea, il gruppo bolognese: "Noi fuggiti dal raduno"

Il Jamboree mondiale a Saemangeum. Il reparto Raggi Intraprendenti comprende 40 ragazzi, al riparo a Seoul, il capo Andrea Diletti: " Nessuno spavento. Ci siamo sentiti a casa"

Gli scout bolognesi al Jamboree mondiale

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Bologna, 10 agosto 2023 – Partecipare al Jamboree mondiale dello scautismo, il raduno che unisce gli scout di tutto il mondo, è il sogno di chiunque intraprenda questo percorso. Fin dai primi anni da ’lupetti’, gli scout coltivano il desiderio di vivere l’esperienza del grande campo, che quest’anno ha preso vita a Saemangeum, in Corea del Sud, con la partecipazione di 50mila scout, arrivati all’allestimento il primo agosto. Il termine, previsto tra due giorni, sabato 12, è stato anticipato a causa dell’allerta tifone, che si sarebbe potuto abbattere proprio sulla località coreana, sede del campo, che è stato preventivamente evacuato. Nel caos e nello spavento, si è trovato un contingente di Raggi Intraprendenti, reparto scout dell’Emilia-Romagna, che, oltre ai quattro capi scout, raduna 36 adolescenti, tra i 15 e i 16 anni, principalmente provenienti da Bologna.

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"Siamo stati avvisati nel primo pomeriggio di un’allerta per il ciclone che stava attraversando il Giappone e che sarebbe arrivato verso di noi – racconta Andrea Diletti, capo scout di 28 anni –. All’inizio, la voce circolava tra i contigenti, ma poi è arrivata l’ufficialità dall’organizzazione coreana". Alla notizia di martedì, i contigenti hanno subito evacuato il campo allestito per l’occasione. E così, i nostri 40 scout, con gli zaini in spalla, si sono spostati, senza mai perdere la calma, dimostrando grande coraggio.

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"I nostri ragazzi erano carichi di energia, che non è stata distrutta dall’emergenza del ciclone – confessa Andrea –. Anche nei giorni al Jamboree, nonostante il caldo, sono stati uniti. Ciò che hanno apprezzato di più è stato il fatto che ci fossero 158 nazioni e che in ogni angolo ci fosse qualcosa di particolare da scoprire e da conoscere. La notizia, più che preoccuparli, ha solo creato in loro dispiacere: sarebbe piaciuto a tutti terminare il campo Jamboree, ma l’emergenza è stata capita bene".

Dopo una rapida organizzazione, "l’amministrazione ci ha portato a Seoul, dove varie zone erano già state predisposte al nostro arrivo, in caso di eventuale evacuazione – spiega Andrea –. Siamo stati trasferiti quasi tutti in dormitori universitari, in palestre o in luoghi con ampi spazi, dopo un viaggio molto lungo in pullman". I partecipanti , quindi, si sono divisi nelle varie aree di alloggio. "Ci troviamo nel dormitorio universitario di Incheon – continua il capo scout –. Siamo in 580, divisi in dodici contigenti. Siamo in una struttura stupenda, con tutti i servizi. Qui, ci siamo riuniti con gli altri contingenti italiani: quando ci siamo visti sono partiti cori e canzoni, e i ragazzi si sono sentiti a casa".

Più che dai comfort , gli scout sono rimasti colpiti dall’accoglienza coreana, che è stata "incredibile – commenta Andrea –. Ci hanno accolto a braccia aperte, organizzando per noi uno spettacolo, con una cantante lirica, un’esibizione di Taekwondo e anche un gruppo che ballava K-pop. Ci siamo radunati in una specie di teatro, dove abbiamo assistito alle prove. Con noi, c’era anche il preside dell’università". Ora, il gruppo scout sta già organizzando diverse attività per mantenere vivo l’animo del Jamboree. "Abbiamo pensato a visite guidate o attività sportive – sottolinea Andrea –. L’emergenza non ci ha abbattuti e abbiamo confermato il volo di ritorno per sabato 12, arrivando domenica 13 a Bologna".

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