Sicurezza Bologna, il prefetto Visconti: " Zone calde ‘blindate’ e controlli a tappeto. Le luci? Non le ridurrei"

Il modello che piace al ministro Piantedosi funziona già in grandi città. E sull’illuminazione diminuita nei parchi pubblici, Palazzo Caprara frena. "Non conosco i dettagli, ma se cala la sicurezza è un controsenso"

Il prefetto Attilio Visconti

Il prefetto Attilio Visconti

Bologna, 28 gennaio 2023 – Illuminazione ridotta anche nei parchi pubblici, per risparmiare energia: la decisione del Comune, proprio poche settimane dopo episodi di cronaca che hanno avuto come teatro proprio aree verdi come Giardini Margherita e Lunetta Gamberini, rischi di fare discutere. Il prefetto Attilio Visconti fa il punto.

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Prefetto, cosa pensa di questa delibera di Palazzo d’Accursio?

"Il Comune si occupa direttamente della sicurezza della città, anche come membro del Comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica. Questa delibera non è stata presentata al tavolo del comitato, ma sono certo che in ogni caso l’attenzione alle zone sensibili della città resterà alta. E confido che certi punti in particolare rimangano massimamente illuminati: l’amministrazione li conosce bene, sa quali zone sono più critiche di altre. Io non ho il dettaglio della disposizione dei lampioni della città, però posso dire che per esempio, all’interno degli stessi Giardini Margherita, ci sono zone più o meno critiche. Quella più vicina ai viali, per esempio, o quella attorno al Circolo del tennis sono frequentate quasi a tutte le ore, perciò si corrono meno pericoli, altre sono completamente deserte e c’è bisogno di un attenzione in più. Mi parrebbe un controsenso diminuire l’illuminazione in questi punti".

Con l’illuminazione che cala, crede che saranno necessari più controlli da parte delle forze dell’ordine?

"Indipendentemente da questo tema, stiamo per mettere in campo un’iniziativa maturata al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica cui ha partecipato la scorsa settimana il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Si tratterà di mettere in campo, nelle zone più sensibili della città, ampie azioni interforze sul modello di quanto già attuato in grandi metropoli come Roma, Napoli, Milano. Si tratterà di riprodurre su scala minore, adeguata a una città delle dimensioni di Bologna, il modello già sperimentato che prevede maxi blitz interforze, anche con reparti e unità speciali, che più volte alla settimana interverranno a sorpresa, con presenze massicce di personale, in zone sensibili, per eseguire controlli approfonditissimi".

Ci spieghi meglio.

"Le aree da monitorare sono le solite note: stazione, zona universitaria, Bolognina, Navile, Pilastro. L’obiettivo è renderle più sicure e soprattutto meno appetibili al crimine".

Ma come funzioneranno i blitz?

"Saranno impiegati moltissimi uomini delle forze dell’ordine, affiancati anche da reparti speciali o dalle unità cinofile per esempio, che all’improvviso ’blinderanno’ una determinata zona della città e con posti di blocco, pattuglie a piedi, verifiche porta a porta in tutti gli esercizi commerciali, eseguiranno controlli a tappeto, senza trascurare neppure un passante".

È un sistema già testato, dunque?

"È già stato sperimentato nelle stazioni di Milano, Roma e Napoli. È un modello nuovo che però sta dando ottimi frutti ed è appoggiato dal ministro Piantedosi, che ci ha suggerito di adottarlo anche nella nostra città. Sarebbe la prima un po’ "di provincia" rispetto alle altre tre in cui si è già applicato questo sistema, ma confidiamo porterà ottimi risultati".

Quando si comincia?

"A breve".

Ci anticipa dove?

"Per ora abbiamo individuato due zone in particolare in cui servirebbe un intervento immediato: la stazione e un’altra che non dirò, per mantenere l’effetto sorpresa...".

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