NICOLETTA TEMPERA
Cronaca

Suicida in diretta TikTok, al setaccio la vita online di Vincent. Indagini a tappeto

Gli specialisti dell’Arma dei carabinieri stanno analizzando il contenuto di telefonino e computer del ventitreenne. Accertamenti per individuare conversazioni e persone che avrebbero spinto alla disperazione il ragazzo

Bologna, 15 ottobre 2023 – Non sarà tralasciato nulla. Tutti gli accertamenti che serviranno a delineare contorni ed eventuali responsabilità nella morte di Vincent Plicchi verranno esperiti. I carabinieri della compagnia Bologna Centro e del Nucleo Investigativo dell’Arma, coordinati dalla pm Elena Caruso, hanno già iniziato questo complesso lavoro, scandagliando ogni aspetto della vita reale e della vita virtuale di Vincent.

Due binari di indagine, nell’inchiesta che ancora non ha titoli di reato, né indagati: uno che vede al centro le testimonianze delle persone ‘in carne e ossa’ che conoscevano e frequentavano il ragazzo, suicida durante una diretta su TikTok, alcune delle quali già ascoltate nelle prime ore dai militari; e uno ‘tecnico’, teso a scandagliare ‘l’infosfera’, i contatti che hanno condizionato l’esistenza virtuale di Vincent.

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Una parte importante del lavoro dei carabinieri, che stanno continuando a sentire amici e famigliari di Vincent, sarà infatti l’analisi dei device in uso al giovane. Il suo telefono, il suo computer. Gli specialisti dell’Arma ne stanno scandagliando il contenuto: stanno analizzando uno per uno i profili social del ragazzo, per risalire alle conversazioni intercorse tra Vincent e chi lo ha diffamato online.

Per ricostruire l’essenza delle accuse terribili e infamanti che, secondo il papà Matteo (e secondo chi voleva bene all’influencer), hanno portato il giovane al suicidio. Dai profili da cui sarebbero partite le calunnie si dovranno estrapolare le vere identità degli autori di questa ‘macchina di fango’ che sarebbe stata orchestrata per distruggere Vincent. Solo a questo punto, una volta accertate identità ed eventuali responsabilità, si potrebbero prospettare profili di responsabilità penale nei confronti degli autori delle false accuse.

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Questo per ribadire la differenza tra il mondo reale e il ‘tribunale popolare’ di TikTok, dove la platea degli utenti, dopo aver condannato a morte Vincent, crocifiggendolo con l’accusa di aver ‘flirtato’ con una minorenne, con la stessa velocità, con la stessa voracità, ha già individuato, incriminato e processato quelli che pensano essere gli autori di quelle infamanti calunnie. Il tutto, mentre migliaia di avvoltoi, da Bergamo a Casoria, da Melburne a Cleveland, ammantandosi di sdegno o pietà a seconda dell’opportunità del momento, continuano a strappare per se stessi brandelli di visibilità, sfruttando a loro favore la tragedia della morte di un ragazzo di 23 anni.

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