Tensioni al corteo degli studenti, il sindaco Lepore: “Non accettiamo lezioni da questa destra”

Foto bruciate di Meloni e Netanyahu e uova di vernice colorata contro la prefettura, le parole del primo cittadino dopo la manifestazione: “Ringrazio gli uomini e le donne che indossano la divisa nella nostra città. A loro va la mia vicinanza, a partire dal dirigente della Digos Antonio Marotta colpito"

Bologna, 2 marzo 2024 - "Non accettiamo lezioni, in particolare da una destra di governo che quotidianamente utilizza le istituzioni democratiche per tornaconti di partito e per promuovere una chiara e mirata strategia della tensione, fatta di dichiarazioni volgari, strumentalizzazioni continue, mancanza di leale collaborazione tra istituzioni stesse". Sono le parole del sindaco di Bologna Matteo Lepore dopo i fatti che si sono verificati durante il corteo degli studenti (video) organizzato ieri per esprimere solidarietà ai coetanei dopo quanto accaduto a Pisa e per fermare “il genocidio in Palestina”.

Un momento del corteo degli studenti (foto Schicchi); nel riquadro, il sindaco Matteo Lepore
Un momento del corteo degli studenti (foto Schicchi); nel riquadro, il sindaco Matteo Lepore

"Quando certa destra capirà che nelle istituzioni si sta insieme - ha aggiunto il primo cittadino -, allora davvero si potrà dire che avremo una democrazia compiuta nel nostro paese. Per ora li vedo forti con i deboli e deboli con i forti, in particolare quando hanno il braccio alzato nelle piazze romane o sono generali dell’esercito come Vannacci che disonorano la divisa". Durante il corteo (foto) sono state bruciate alcune foto della premier Giorgia Meloni, del vicepremier Matteo Salvini, dell'ex premier e segretario Pd Enrico Letta e del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.

Inoltre sono state scagliate uova di vernice colorata contro la prefettura e anche contro il dirigente della Digos bolognese, Antonio Marotta. "Come sindaco di Bologna – ha sottolineato Lepore - ringrazio gli uomini e le donne che indossano la divisa nella nostra città perché stanno svolgendo con professionalità il loro lavoro, come nella giornata di ieri. A loro va la mia vicinanza, a partire dal dirigente della Digos Antonio Marotta colpito".

Poi il primo cittadino difende a spada tratta anche la maggioranza che lo sostiene in Comune. "Il Partito Democratico di Bologna e il resto dei partiti della nostra coalizione progressista hanno una solida cultura democratica. Siamo la politica che crede nella responsabilità e nella solidarietà, nei diritti e nella Costituzione. Qui noi abbiamo istituzioni e società civile forti, reattive. Il Comune, l’Università, i Sindacati e il mondo del terzo settore da sempre, infatti, svolgono con rigore il proprio ruolo. Perché a Bologna resiste un diffuso tessuto politico e culturale, plurale e autonomo per fortuna, che nella storia recente e lontana ha saputo mobilitarsi e arginare ogni tentativo di perpetrare la violenza politica, da qualunque lato provenisse destra o sinistra, così come ogni pretesto finalizzato a innescare pericolose escalation. Questo è avvenuto a volte anche a supplenza dello Stato stesso, nei momenti più bui della nostra storia, come ben sappiamo".

Lepore richiama le tante manifestazioni di questi mesi, dagli studenti ai movimenti per la pace, fino ai trattori: “In questi mesi le piazze italiane sono caratterizzate da manifestazioni di vario genere, studenti e pacifisti, agricoltori e trattori, lavoratori e lavoratrici. Piazze sempre più incandescenti. Una dinamica di conflitto che cresce e che dovrebbe preoccupare, prima di tutto perché probabilmente è sintomo di un elevato disagio trasversale a varie fasce sociali del paese, in un contesto internazionale di guerra e blocchi contrapposti”.

"Bene ha fatto il Presidente della Repubblica Mattarella – ha aggiunto - richiamarci tutti alla gravità del momento e all’importanza di esercitare i nostri ruoli istituzionali dando l’esempio, per abbassare la tensione invece che acuirla, per ascoltare prima ancora che imporre con la forza. Purtroppo, non mi pare che molti esponenti politici del governo abbiano accolto con favore il suo alto monito. A Bologna, importanti esponenti di destra, di governo e parlamento, passano le proprie giornate a lanciare strali nascondendosi dentro i palazzi del potere che temporaneamente gestiscono. Passano il tempo a invocare e blandire ipocritamente le forze dell’ordine, che invece hanno abbandonato prive di mezzi, prive di uomini, prive di stipendi e di alloggi dignitosi”. 

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