Uccise il marito malato: a processo per omicidio

Carla Grazia, 76 anni, accoltellò Renzo Marchesi, 78 anni, e tentò il suicidio. L’anziana è agli arresti domiciliari in una struttura sanitaria protetta

L’auto dentro la quale Carla Grazia ha accoltellato a morte il marito

L’auto dentro la quale Carla Grazia ha accoltellato a morte il marito

San Giovanni in Persiceto (Bologna), 31 agosto 2023 – Sei mesi fa uccise il marito Renzo Marchesi. Tra due settimane, dovrà affrontare il processo per quell’omicidio. Carla Grazia, 76 anni, deve rispondere di omicidio aggravato dal legame affettivo con la vittima; il 13 settembre comparirà davanti alla Corte d’Assise presieduta dal giudice Pier Luigi Di Bari, assistita dal proprio avvocato Monica Varricchio.

Approfondisci:

Omicidio di San Giovanni in Persiceto, il gesto della donna anticipato da alcuni bigliettini

Omicidio di San Giovanni in Persiceto, il gesto della donna anticipato da alcuni bigliettini

Il delitto risale al 3 febbraio scorso. Consumato in un parcheggio della zona industriale di San Giovanni in Persiceto, in via Sabin. Lì Carla, sui sedili posteriori della loro auto, vibrò alcuni fendenti fatali al marito di 78 anni, da tempo gravemente malato di Parkinson, brandendo un coltello da cucina che la coppia aveva comprato poche ore prima al supermercato. Poi, la donna rivolse l’arma contro di sé, ma non le riuscì il tragico intento di ricongiungersi al coniuge. E dopo una telefonata delirante al figlio, che spaventato allertò i soccorsi, fu salvata dai sanitari del 118. A bordo dell’automobile su cui si consumò la tragedia e nell’appartamento della coppia, i carabinieri trovarono diversi biglietti scritti dall’anziana, in cui ammetteva di non farcela più, esasperata dalla malattia di Renzo, da poco dimesso dopo un ricovero in ospedale in condizioni sempre peggiori, e affranta a causa dell’improvvisa morte dell’amato fratello, che viveva nel suo stesso condominio e con cui condivideva la gestione del marito malato. Nei bigliettini più recenti, la donna indirizzava anche parole di scuse al figlio, senza però specificare per cosa. Forse anticipando il drammatico intento di farla finita assieme al marito. La premeditazione non è contestata, mentre a quanto si apprende il figlio non avrebbe intenzione di costituirsi parte civile al processo.

Carla, dopo un periodo di ricovero all’ospedale Sant’Orsola a causa delle ferite autoinflitte, fu poi trasferita ad affrontare i domiciliari in una struttura sanitaria protetta, misura disposta dal gip dopo la convalida dell’arresto su richiesta anche della pm titolare del fascicolo Francesca Rago. Il tentativo di suicidio della donna, infatti, rendeva necessario che fosse sorvegliata e assistita costantemente.

Quel tragico giorno d’inverno, secondo quanto ricostruito dai carabinieri che si occuparono delle indagini, la coppia uscì in auto, la loro Qashqai bianca, e si recò a fare la spesa al supermercato di San Giovanni. Le buste ancora piene di generi alimentari furono trovate nel bagagliaio dalle forze dell’ordine. Lì la donna acquistò due coltelli da cucina, uno dei quali divenne appunto l’arma del delitto. Un delitto consumato nel dolore della malattia.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro