Una piazzetta per Guazzaloca, la figlia Grazia: "Lo rappresenta"

Oggi l’inaugurazione dello spazio dedicato all’ex primo cittadino, tra le vie d’Azeglio e de’ Fusari. Il ricordo: "Mio padre era molto legato a quel luogo. E anche oggi avrebbe fatto il massimo per la sua Bologna".

Una piazzetta per Guazzaloca. La figlia Grazia: "Lo rappresenta"

Giorgio Guazzaloca insieme con la figlia Grazia all’uscita del seggio elettorale alle Scuole Carducci, durante le Comunali del 2004

Bologna, 9 dicembre 2023 – "Che dire... È una grande soddisfazione. Mio padre era molto legato a quella piazza, uno spazio che lo rappresenta". Ci sarà, chiaramente, anche Grazia questa mattina. La figlia di Giorgio Guazzaloca, legatissima al papà, non poteva mancare all’intitolazione della piazzetta dell’Orologio all’uomo che ha ricoperto la carica più alta di Palazzo d’Accursio dal 1999 al 2004. Un rapporto racchiuso anche in quello scatto di quasi vent’anni fa fuori dal seggio elettorale delle Carducci, che pubblichiamo sopra, e in cui emergono la complicità e l’intesa tra padre e figlia. Neanche Bologna dimentica il suo sindaco, "il sindaco della storia", "l’uomo del ribaltone", e lo fa intitolandogli una piazza nel cuore della sua città a sei anni dalla scomparsa.

Guazzaloca, che significato ha questo gesto per la sua famiglia?

"È motivo di grande soddisfazione e di grande orgoglio. Papà era molto affezionato a quella piazzetta, proprio nel cuore del centro. Credo sia un luogo che lo rappresenta molto ed è bello che ora possa portare il suo nome".

Bologna è cambiata da quando suo padre ne era alla guida, il centro storico è cambiato. Crede che la città di oggi sarebbe piaciuta a suo padre?

"Non so dire se la Bologna di oggi gli sarebbe piaciuta o meno. Ma una cosa la so...".

Ce la dice?

"Credo proprio che anche lui avrebbe fatto il massimo per rendere la città al passo delle sfide che il mondo, necessariamente, comporta. Sfide che non sono più le stesse di qualche decennio fa. Avrebbe fatto del suo meglio per amministrare Bologna anche oggi, di questo ne sono sicura".

Cambiano i tempi e cambiano anche le difficoltà che un sindaco è chiamato ad affrontare, insomma.

"Non voglio parlare di un caso specifico piuttosto che un altro, penso che questa amministrazione stia gestendo i problemi della città al massimo delle sue possibilità. Credo anche, e sono sicura che mio padre sarebbe d’accordo, che non si posano usare sempre gli stessi occhi, le stesse etichette o categorie, per guardare il mondo".

C’è chi sottolinea, ad esempio, un turismo sfrenato ed eccessivo, che ha finito per snaturare il centro. Lei cosa dice al riguardo? È così?

"Il turismo ha portato un grande indotto e tantissimi vantaggi alla città: questo è sotto gli occhi di tutti. Piuttosto, forse, è necessario trovare un punto d’incontro".

Serve equilibrio?

"Serve sempre equilibrio. Serve, ad esempio, nella convivenza tra chi abita in centro storico e i turisti che vogliono visitare Bologna. Sono convinta che la soluzione non possa essere chiudere tutti i ristoranti, così come non si può essere contrari al turismo. Bisogna sempre cercare una mediazione, come ricordava anche papà".

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