Blitz a Bologna: viale Lenin diventa via Navalny

I ragazzi di Gioventù Nazionale (vicini a FdI) hanno sovrapposto un adesivo sul nome del padre della Rivoluzione d’ottobre. Il meloniano Cavedagna: “Presenteremo un ordine del giorno”. Anche Italia Viva propone di dedicare una strada al dissidente anti-Putin

Bologna, 21 febbraio 2024 - Viale Lenin stamattina è stata ’rinominata’ via Navalny. Nulla di ufficiale, ma un blitz dei ragazzi di Gioventù nazionale, il movimento giovanile vicino a Fratelli d’Italia, che ha sovrapposto un adesivo con il nome del martire russo sopra quello del padre della Rivoluzione d’ottobre.

“Riteniamo assurdo che ci sia ancora in Italia una via dedicata a uno dei massimi esponenti del comunismo sovietico. Vogliamo simbolicamente cambiare il nome a questa via e dedicarla al martire politico Navalny”, le parole dei ragazzi di Gioventù Nazionale.

Il blitz avrà un seguito in consiglio comunale, visto che il capogruppo di Fratelli d’Italia, Stefano Cavedagna, presenterà un ordine del giorno per chiedere di re-intitolare il viale dedicato al padre della rivoluzione russa, con via Alexei Navalny.

A chiedere d’intitolare una strada al dissidente anti-Putin morto in carcare in ogni territorio dell’Emilia-Romagna è anche Italia Viva con una risoluzione del consigliere regionale Pasquale Gerace (primo firmatario) e Giulia Pigoni per esprimere “solidarietà a tutte le personalità, attivisti, giornalisti e cittadini che, seguendo l’esempio di Navalny e senza l’uso della violenza, hanno esposto e continuano a esporre le loro vite al pericolo per opporsi al regime russo“.

Infine i renziani “sollecitano l’Anci Emilia-Romagna affinché sottoponga ai Comuni della nostra regione la proposta di intitolargli una strada del proprio territorio“. D’accordo Italia Viva Bologna che, in città, propone ’via Navalny’ nella strada nella quale è presente la sede del Consolato onorario della Federazione Russa, che si trova in via de Pepoli. La richiesta è firmata da Stefano Mazzetti, presidente di Iv in Emilia-Romagna, Mario Vanelli, dirigente Iv, Marco Mingrone, coordinatore del partito a Bologna, e Lina De Troia, coordinatrice a livello provinciale.

Due giorni fa, il senatore Pier Ferdinando Casini aveva chiesto al sindaco Matteo Lepore di conferire al dissidente russo la cittadinanza onoraria. Il primo cittadino aveva risposto che il regolamento non lo permetteva (visto che Navalny non è più in vita), ma che “Bologna avrebbe preso posizione“, trovando qualche modo per ricordarlo.

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