Portiere aggredito dopo Cesena Olbia, il padre di Shpendi nella bufera: “Chiedo scusa a tutti”

La società prende le distanze dai fatti accaduti domenica nel match di serie C e “stigmatizza con fermezza il comportamento del familiare del proprio tesserato”. Condanna anche dall’Olbia. L’uomo rischia la denuncia

Cesena, 8 gennaio 2023 – Il Cesena Fc ha inviato questa mattina una nota per dissociarsi dai fatti verificatisi al termine della partita tra Cesena e Olbia disputatasi domenica 7 gennaio nell’ambito del campionato di calcio di serie C e che aveva visto i bianconeri imporsi 1-0.

Al termine del match, Alex Shpendi, fanese, padre del calciatore del Cesena Cristian, che durante il secondo tempo era stato coinvolto in uno scontro di gioco col portiere avversario Rinaldi, rimediando una ferita all’arcata sopraciliare, ha pensato di ‘vendicare’ il figlio scavalcando la bassa protezione che separa la tribuna dal campo, attraversando il terreno di gioco di corsa per raggiungere Rinaldi cercando di colpirlo, con uno schiaffo. Il club ora rischia la squalifica del campo, oltre che una multa.

Aggressione in campo al portiere dopo Cesena Olbia, il padre di Shpendi nella bufera
Aggressione in campo al portiere dopo Cesena Olbia, il padre di Shpendi nella bufera

Il Cesena Fc prende le distanze

Nella nota diffusa si legge che la società “stigmatizza con fermezza il comportamento del familiare del proprio tesserato, condannando e dissociandosi da qualsiasi forma di violenza e ogni condotta antisportiva che nulla hanno a che vedere con i principi di lealtà e fair play che da sempre contraddistinguono il club. Sono altresì già state poste in essere, in collaborazione con  le autorità competenti, anche mediante consultazione del sistema di videosorveglianza dello Stadio, tutte le attività necessarie alla ricostruzione dell’accaduto e all’identificazione del soggetto resosi protagonista dell’episodio accaduto al termine della gara, allo scopo di consentire l’adozione dei provvedimenti previsti dalla Legge. La società continuerà  a promuovere con convinzione i valori positivi del calcio e a compiere ogni sforzo per garantire la sicurezza di tutti i propri tifosi ed addetti ai lavori, affinché possano assistere   con serenità agli eventi sportivi di cui Cesena Fc è protagonista”.

Il mea culpa: “Chiedo scusa centomila volte a tutti"

Intanto Alex, il padre di Cristin, che in mattinata si è recato in commissariato di polizia per raccontare la sua versione sull’invasione di campo che con ogni probabilità gli costerà una denuncia, si è scusato davanti alle telecamere della Rai: “Chiedo scusa a tutte le persone, a tutta Italia per questo gesto che è veramente brutto. Però è successo. Chiedo a scusa a tutti, alla società del Cesena, a tutti quelli che lavorano nel Cesena, perché li conosco, sono veramente delle bravissime persone, le ho deluse. Chiedo scusa centomila volte a tutti. Vedere mio figlio che sanguinava, a terra, con l’altro che gli dava una botta da dietro pensando che non si fosse fatto male, da padre mi ha fatto uscire di testa. Però non ho colpito il portiere. Assolutamente”. Una eventuale denuncia per percosse dovrebbe essere in ogni caso formulata dalla parte lesa, visto che in questo contesto non è contemplato il procedimento d’ufficio.

La società dell’Olbia: “Tali avvenimenti non possono essere tollerati”

Sull’argomento è intervenuta anche la società dell’Olbia: “L’Olbia calcio condanna fermamente l’episodio accaduto ai danni del nostro tesserato Filippo Rinaldi. Tali avvenimenti non possono essere tollerati a maggior ragione se si perpetrano sul luogo di lavoro e in alcun modo giustificati. La società esprime pubblicamente la propria vicinanza a Filippo e si augura che il fatto possa rientrare in una circostanza isolata e che si possa continuare senza indugio a lavorare per far sì che la sicurezza negli stadi non sia mai più la “notizia del giorno”.