Alluvionati, risarcimenti: “I soldi ci sono, ma non arrivano”

Il neopresidente del comitato cesenate Mauro Mazzotti: "Troppe difficoltà per i risarcimenti"

Cesena, 5 gennaio 2024 –  “Siamo prigionieri di un caos di confusione e lentezza, di un incubo burocratico, di istituzioni che sembrano esserti vicine ma tanto lontane, il tutto si somma al soffocamento dell’acqua e del fango di metà maggio". Chi parla è Mauro Mazzotti, presidente del Comitato Alluvionati e Franati di Cesena, alle prese con le giuste rimostranze di coloro che sono stati danneggiati dall’alluvione di sette mesi e mezzo fa.

Alluvione, volontari al lavoro lungo il Savio
Alluvione, volontari al lavoro lungo il Savio

Scusi, i soldi per i risarcimenti ci sono?

"Per quel che ne sappiamo i soldi ci sono, il Governo li ha stanziati trovando la necessaria copertura, fino ad oggi a sentir loro pare ci siano a disposizione 6,7 mld di euro. Agli enti pubblici sono arrivati per i lavori di somma urgenza e anche per quelli meno urgenti, ce ne accorgiamo dal fatto che i sindaci hanno smesso di recitare la litania ‘I soldi non ci sono, non possiamo fare i lavori’, ora ci sono anche se hanno difficoltà coi tecnici ma questo è un altro capitolo. Per noi privati e aziende è diverso, i soldi ci sono, ma non arrivano a destinazione, e in molti non hanno la disponibilità economica per anticipare tutte le spese necessarie a rimettere in sesto le nostre case".

Perché non arrivano a destinazione?

"Intoppi burocratici. C’è sempre qualcosa che non va, un documento che manca, una data sbagliata, i tecnici per le perizie sono pochi e quei pochi sono ingolfati di lavoro, così le pratiche vanno a rilento".

Ci può fare un esempio?

"Forse quello più eclatante è quello delle auto: la Regione ha 48 milioni di euro a disposizione dal 6 luglio. Attenzione, non sono soldi del bilancio della Regione, ma donazioni dei cittadini, la Regione può disporne 48 dei 52 milioni di euro delle donazioni e ha deciso di destinare 27 dei 48 milioni ai proprietari di auto e moto danneggiate dall’alluvione, si arriva massimo fino a 5.000 euro per ogni auto. Sembra una cosa semplice, ma non è così: ci sono un sacco di possibilità, se c’è stato un rimborso da parte dell’assicurazione, la tipologia del veicolo, se l’auto è stata riparata o demolita, e via di questo passo".

Quante domande sono state presentate?

"Circa cinquemila".

E quanti rimborsi sono stati erogati?

"Non abbiamo notizia di alcun rimborso. In sostanza la Regione Emilia-Romagna i 48 milioni di euro che ha a disposizione donati da cittadini e imprese non ha ancora iniziato a distribuirli, e tantissime persone hanno dovuto sostituire l’auto a proprie spese perché ne hanno bisogno per lavorare. Intanto il presidente Bonaccini, e non solo lui, continua a dire che si sono persi due mesi per la nomina del commissario Figliuolo quando ognuno ha la sua parte di responsabilità".

Quindi i soldi non arrivano...

"Finora sono arrivati solo i 5.000 euro del Cis, il contributo di immediato sostegno per chi ha già compilato il modulo B1, molti non lo hanno compilato perché non erano in grado di eseguire i lavori di ripristino per mancanza di mano d’opera o stato dei muri; per fortuna è arrivata la proroga richiesta al 30 marzo 2024, ma anche qui c’è stata confusione iniziale perché una quota considerevole hanno dovuto restituirli perché non ne avevano diritto come Cis, ma con perizia sulla piattaforma Sfinge che al momento non è funzionante o almeno in questi ultimi giorni, complicanze burocratiche e telematiche? Ad esempio nei giorni scorsi è stato presentato un Ordine del giorno alla Camera per per avviare la modalità di risarcimento danni dei mobili. Ci sembra che le intenzioni siano buone".

Cosa chiedete a forze politiche e istituzioni?

"Spero vivamente che l’inizio di fatto della campagna elettorale non complichi ulteriormente le cose, abbiamo bisogno di unità da parte delle istituzioni, rimane il problema burocratico farraginoso che si crea attorno all’alluvionato-franato, non ci fa proseguire nei risarcimenti, a volte si ha la sensazione coi molti no percepiti che non si fidino di noi, questa distanza fa sì che ad oggi siamo fermi al palo".