Cesena, dalla polvere alla gloria: "Preparatevi, presto saremo in A"

Calcio, sabato i bianconeri hanno celebrato il ritorno in B: stadio pieno, cortei ovunque e progetti futuri. Il sindaco Lattuca: "Il nome della nostra città si abbina in tutto il mondo alla squadra di calcio"

Cesena, 4 aprile 2024 – “Non tifo per gli squadroni" recita l’incipit di uno dei cori più gettonati della ‘Curva Mare’. E’ vero. A Cesena non ci sono club dedicati a Inter, Milan, Juve o a chiunque altro. Questioni di esclusive, dettate non dal marketing, ma dal cuore. E qui, in questo spicchio di Romagna, il cuore, con le sue connotazioni calcistiche, viene prima di moltissime cose.

Il Cesena in festa dopo la promozione in serei B
Il Cesena in festa dopo la promozione in serei B

D’altra parte in quale altra città ci sono due rotonde impreziosite da gigantesche sculture che rappresentano la mascotte della locale squadra di calcio? ‘Saluti da Cesena’. Ed ecco che spunta il Cavalluccio bianconero.

A Cesena, in questi giorni i saluti sono particolarmente euforici, perché la promozione in serie B conquistata con quattro giornate d’anticipo è già nei libri di storia. Basta passeggiare per la città per rendersene conto. Partendo dal municipio, le cui porte sabato sera si erano aperte per accogliere il club neopromosso.

"Abbiamo fatto uno studio – sorride il sindaco Enzo Lattuca – : se si digita il nome ‘Cesena’ su un motore di ricerca, il principale accostamento che viene fatto è quello con la squadra di calcio. Ovviamente col crescere della categoria, il raggio di azione si allarga: ora che torniamo in B, l’ambito di riferimento diventa pienamente nazionale, con ripercussioni positive sull’intero territorio, sia in termini di riscontri diretti, che di indotto".

Così eccoci in centro, con le bandiere che spuntano dai balconi, una lettera ‘B’ che campeggia sopra l’insegna di un negozio di alimentari e i discori da bar che sono tutti su un solo argomento. Al bar, ma pure al ristorante.

Sulla via Emilia, non lontano dallo stadio, per esempio c’è ‘Margò’, dietro al cui banco lavora Marco Bazzocchi: "Sono onorato di avere la squadra tra i miei clienti, ma il punto non è questo. E’ l’orgoglio di vedere il nome della città che torna dove deve essere: ai piani alti del calcio. Ho seguito dal vivo tutte le partite, in casa e pure in trasferta, anche di sera, anche lontano. Anche quando la mattina dopo alle 4.30 dovevo essere al lavoro. Perché è questo l’approccio di un tifoso verso la sua squadra, qui a Cesena".

I tifosi sono l’anima del Cavalluccio: le giovani leve, come i veterani. Come Dionigio Dionigio, il presidente del Panathlon Club Cesena: "Seguo la squadra fin da quando giocava all’Ippodromo - chiarisce con soddisfazione – e ne ho davvero viste tante. Di belle e di brutte. Ora siamo davvero dalla parte delle ‘belle’: non dimentico il telecronista di Sky che commentando una nostra gara aveva considerato che il Cesena di quest’anno rasenta la perfezione. Abbiamo tutte le intenzioni di godercela. Festeggeremo insieme, perché è così che si fa nella nostra terra: le imprese vanno celebrate". Le imprese però non bastano mai.

Lo pensa pure Corrado Augusto Patrignani, che imprenditore, presidente della Confcommercio Cesenate e pure l’ex patron che prese in mano le redini del ‘Cavalluccio’ dopo il fallimento. "Sono soprattutto un ultras in cravatta – se la ride-. Impreziosiamo il biglietto da visita, ma non si pensi che sia finita qui. Siete mai entrati nel nostro stadio? Avete visto le coreografie, sentito i cori, respirato l’aria? Non è un clima da serie B. E’ un clima da A. E’ dove vogliamo tornare. Preparatevi, arriviamo".