Don Ezio falegname di Dio: "Amo il lavoro manuale"

L’81enne parroco di Turrito, Romagnano e Monte Petra realizza arredi sacri utilizzando legno vecchio: "Padroneggiare la materia mi fa sentire completo".

Don Ezio Ostolani, prete falegname, premiato da Confartigianato Valle Savio

Don Ezio Ostolani, prete falegname, premiato da Confartigianato Valle Savio

Cesena, 4 aprile 2024 – Per la religione cattolica, quello del falegname non è un mestiere come un altro. Il figlio di Dio, prima di iniziare a predicare, era stato un falegname, cresciuto nella bottega di San Giuseppe, lo sposo di Maria. E in effetti San Giuseppe è il patrono degli artigiani, di tutti, senza distinzione. Anche se i casi speciali non mancano. Tra tutti, nel territorio cesenate, spicca certamente Ezio Ostolani, che ha 81 anni e che per chiamarlo, prima del nome, serve aggiungere ‘don’.

Don Ezio è il ‘prete artigiano di Dio’, specializzato nella lavorazione del legno vecchio che trasforma in arredi religiosi. Sacerdote dal 1968, la sua opera è stata riconosciuta anche dalla Confartigianato di Sarsina, che lo premierà con una targa celebrativa. Don Ezio è il parroco di Turrito, Romagnano e Monte Petra, a cui il prete attende ancora con dinamismo, zelo e intraprendenza.

"Mi sono occupato della ristrutturazione del vecchio seminario di Sarsina – racconta - e del rifacimento del tetto nel seminario nuovo, della ristrutturazione della canonica di Turrito, della riapertura della chiesa di Sapigno, del restauro della chiesa e del campanile di Turrito, del rinnovo del santuario e della canonica di Romagnano. Negli ultimi anni sono stato assorbito dal restauro del complesso ecclesiastico di Monte Petra".

"Sono falegname dilettante da decenni - spiega mostrando il laboratorio attrezzatissimo nei locali del seminario di Sarsina -. La mia specialità è utilizzare il legno usato per produrre manufatti. Il lavoro manuale impegna la mente e costituisce una dimensione strutturale per l’essere umano come è rimarcato nella enciclica ‘Laborem Excersens’ e nella mia vita è sempre stato fondamentale padroneggiare la materia, abilità che mi fa sentire completo. Lo dicevo sempre anche ai miei studenti all’istituto per Geometri: il lavoro manuale rende l’uomo migliore. Quando gli impegni me lo consentono, mi rifugio qui a modellare il legno, anche questo è un modo per rendere onore a Dio. Ho ristrutturato una quarantina di mobili e che il Signore mi conservi in salute per proseguire…".

"Il nostro don Ezio è un punto di riferimento – sottolinea il responsabile Confartigianato Valle Savio Maurizio Crociani –. Il suo fervore creativo e il suo amore per il lavoro manuale sono un bell’esempio per i giovani. Ciò che ha realizzato merita il conferimento di una targa con la qualifica di prete artigiano, falegname di Dio".