Manifestazione ‘transfemminista’ contro la violenza di genere a Cesena, oltre 200 persone in corteo

Danze, cori, slogan e cartelloni lungo le strade del centro. Gatta, del centro donna: “Momenti come questo sono importantissimi, perché è solo parlando e parlandone che si può abbattere il muro di omertà che circonda questa delicatissima tematica”

Cesena, 2 marzo 2024 – Oltre 200 persone oggi pomeriggio hanno partecipato alla manifestazione ‘transfemminista’ organizzata contro la violenza di genere. Sotto lo sguardo delle forze dell’ordine, che non hanno fortunatamente avuto necessità di intervenire, il corteo, animato da danze, cori, slogan e cartelloni si è spostato lungo le strade del cuore urbano della città, fermandosi in alcuni punti per dare spazio agli interventi dei manifestanti.

Manifestazione ‘transfemminista’ contro la violenza di genere, oltre 200 persone in corteo (foto Ravaglia)
Manifestazione ‘transfemminista’ contro la violenza di genere, oltre 200 persone in corteo (foto Ravaglia)

Tra loro c’era anche Claudia Gatta, del centro donna di Cesena, che ha riportato i dati impossibili da ignorare: nel corso del 2023, 106 donne hanno usufruito del percorso antiviolenza. Di queste 90 sono entrate per la prima volta, il che significa che 16 erano presenti almeno dal 2022.

La ragione è che la via d’uscita dalle situazioni più buie di violenza e soprusi fisici, sessuali, economici o psicologici (che c’è, c’è sempre, e questo è bene non dimenticarlo mai) può essere anche lunga e in ogni caso è differente da donna a donna. Hanno bussato per lo più donne cesenati, ma anche risedenti fuori città o fuori provincia, senza dimenticare coloro che la residenza non ce l’hanno affatto. Al centro antiviolenza ci si può rivolgere soltanto da maggiorenni : uno dei tanti aspetti drammatici del tema riguarda in ogni caso il fatto che fin da giovanissime si rischia di finire vittime di soprusi. Lo dimostrano anche in questo caso i numeri: lo scorso anno 14 delle donne che si sono rivolte al centro avevano un’età compresa tra i 18 e i 29 anni. Venticinque invece avevano tra i 30 e i 39 anni, 23 tra i 40 e i 49, 15 tra i 50 e i 59, 10 tra i 60 e i 69 e tre erano ultrasettantenni.

“Il fenomeno è diffusissimo - ha sospirato Gatta – e non ha un’età. Momenti come questo, che danno la possibilità di incontrarsi e di socializzare, sono importantissimi, perché è solo parlando e parlandone che si può abbattere il muro di omertà che circonda questa delicatissima tematica”. Gatta ha parlato anche dei silenzi che caratterizzano tanti momenti all’interno del centro antiviolenza, silenzi durante i quali le vittime trovano di nuovo la capacità di ascoltarsi e da lì di muovere il primo passo verso l’uscita dalla loro drammatica situazione.

Silenzi radicalmente opposti e proprio per questo del tutto complementari al rumore generato dalla manifestazione organizzata nelle ultime ore. Il corteo, partito dalla Barriera, è transitato davanti al Centro Donna, fermandosi poi in piazzetta Ravaglia, piazza della Libertà e piazza Almerici, per poi concludere il suo percorso in piazza del Popolo.