Funerali di don Nicolini, il cardinale Zuppi: “Grazie, portavi la speranza nei cuori spenti”

Bologna, il commosso ricordo dell’arcivescovo nella cattedrale gremita di persone: "Fino alla fine ha cercato di contrastare lo scandalo della povertà”

Cattedrale gremita per i funerali di don Nicolini

Bologna. Funerali don Nicolini nella cattedrale di san Pietro

Bologna, 28  febbraio 2024 – Don Giovanni Nicolini è stato una presenza unica per la sua capacità di portare la speranza nei cuori spenti. Questa la sintesi del pensiero del cardinale Matteo Zuppi. "Desidero ringraziarlo per questa sua opera - sono le parole dell'arcivescovo - e non lo faccio solo a nome della Chiesa di Bologna, ma anche come abitante della città degli uomini". 

Oggi si sono tenuti i funerali del sacerdote che fin dagli studi in seminario si è occupato delle persone più fragili e che nel 1977 ha fondato la comunità delle "Famiglie della Visitizione", avendo sempre la carità come riferimento del suo quotidiano.

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"Fino alla fine ha cercato di contrastare lo scandalo della povertà - ha ricordato Zuppi -. Non riusciva a non piangere davanti a situazioni di povertà e questa sua commozione ci aiutava vincere quella diffidenza che spesso è una giustificazione per non sporcarci le mani. Le sofferenze non sono mai casuali, ma spesso sono il frutto dell'ingiustizia di chi ha voltato le spalle ai deboli dimenticando che la volontà di Dio è quella di stare dalla parte dei più deboli”.

Una scelta di campo che don Nicolini ha fatto fin dagli anni dell'università. “Don Giovanni fu tanto conquistato dal volto di Gesù da lasciare un destino nobile e ricco. Lasciò tutto per andare a vivere nella periferia di Roma a diretto contatto con le persone più deboli. Lui diceva che i poveri hanno il vangelo nella loro vita e questa sua certezza lo rendeva capace di essere un portatore instancabile di speranza: sapeva accendere nei cuori spenti la luce della ripartenza".

In una cattedrale gremita di persone che hanno conosciuto la sua intelligente e umana compassione erano presenti anche il sindaco di Bologna Matteo Lepore e e quello di Crevalcore Marco Martelli.

Al termine delle esequie il professor Romano Prodi, che di Nicolini era stato compagno di studi all'Università Cattolica, ha detto: "L'eredità di don Giovanni Nicolini è bella, la conoscono tutti, sennò non ci sarebbe stata tanta gente a ricordalo. Sono tipi di eredità difficili da mantenere". E ha continuato: "Don Nicolini era bello, ricco, simpatico e intelligente. Tra le compagne di scuola e quando ha detto che si faceva prete c'è stato un pianto generale. Un uomo così, che si sacrifica per tutti, lascia un segno".