Strage di Corinaldo, Paolo e la moglie morta nella calca. “Cresco da solo 4 figli e di notte sogno ancora: Eleonora riesce a salvarsi"

Cinque anni fa persero la vita la donna che aveva 39 anni e cinque minori. Condannata la banda dello spray, si attende ancora la sentenza sulla sicurezza. Lo strazio dell’uomo: "Cerchiamo di vivere come se lei fosse qui con noi"

I corpi delle vittime a terra, coperti dai teli bainchi, all’esterno della Lanterna Azzurra
I corpi delle vittime a terra, coperti dai teli bainchi, all’esterno della Lanterna Azzurra

Senigallia (Ancona), 8 dicembre 2023 – Paolo Curi è il marito dell’unica adulta morta quel maledetto 8 dicembre 2018 a Corinaldo. Lei si chiamava Eleonora Girolimini, aveva 39 anni. Quella sera si trovava in discoteca con la figlia 11enne e al marito. La donna è deceduta mentre cercava di far scudo alla figlia col corpo. La cura dei loro 4 figli, dai 6 ai 16 anni, da allora tocca tutta a lui.

Paolo Curi, dietro la foto di Eleonora
Paolo Curi, dietro la foto di Eleonora

Signor Curi, a distanza di cinque anni dalla tragedia, com’è cambiata la sua vita?

"La mia vita è cambiata in peggio. I primi due anni abbiamo avuto la vicinanza di persone, istituzioni e ora siamo rimasti soli. Sono rimasti solo i genitori di Eleonora, che sono anziani ma si va avanti. I bambini se la cavano e riescono a essere felici anche se accusano la situazione".

Cosa si porta dietro di quella maledetta notte?

"Per me è un ricordo ricorrente, anche nei sogni, dove però il finale è diverso: Eleonora è ancora viva, poi mi sveglio di colpo e mi accorgo che purtroppo non è così e devo tornare alla brutta realtà".

Come vive ogni anno la giornata dell’8 dicembre?

"Male, fosse per me scapperei. Ma è giusto affrontare tutto, per noi, per gli altri, nella speranza che una cosa del genere non accada più".

E i suoi figli, come la vivono?

"Vivono di ricordi. Noi la ricordiamo a modo nostro, per noi tutti i giorni è l’8 dicembre, cerchiamo di tenerla sempre qui, di continuare a restare uniti, insieme. Cerchiamo di vivere proprio come se Eleonora fosse ancora con noi".

Se potesse riavvolgere il nastro, cosa cambierebbe di quella serata?

"Tante volte me lo sono chiesto, la risposta è sempre la stessa: non sarei stato lì. Non ci sarei andato. E potessi salvare la vita degli altri lo farei, ma se non fossi andato io, per me e i miei figli sarebbe stato tanto. Loro avrebbero ancora una madre".

Gemma, Alma, Dora, Alessandro, chi di loro è più simile a Eleonora?

"Alma, lei è come Eleonora, un vulcano. Guarda sempre Alessandro e non esce di casa se non ha fatto il suo zaino e quello del fratellino, le legge le favole della buonanotte ogni sera, ma ogni tanto scrive: ‘vorrei tornare quando avevo un’infanzia, a quando non ero così piena di impegni’. Purtroppo una parte dell’infanzia l’hanno persa, sono dovuti crescere velocemente e prendersi responsabilità che forse non è giusto prendersi alla loro età".

Insieme ai suoi figli, come guardi il mondo con gli occhi di Eleonora?

"Non solo lo guardo con i suoi occhi, ma mi piace fare anche cose che penso a lei sarebbero piaciute. Adesso abbiamo fatto casa nuova che è molto bella, molto grande, un po’ com’era la casa in campagna. Abbiamo venduto quella e comprato questa: stiamo ricostruendo il mondo a modo nostro, cercando di renderlo il più possibile simile a quello di prima".

Come vede il futuro?

"Non lo so, in me c’è sempre molta paura del futuro. Faccio molta fatica a crescere i miei figli da solo, sia economicamente che in tutte le scelte: sono solo e sempre io a doverle prendere. E spesso ho paura di non riuscire ad andare avanti, a fare il meglio per loro, a dargli il meglio. Ma poi mi rimbocco le maniche e riparto, perché è giusto così, perché loro sappiano che su di me possano contare e così mi trasformo in supereroe, in un papà che può tutto ed è così che, magicamente, riusciamo a cavarcela".