Elezioni Emilia Romagna 2020, Bonaccini saluta i militanti del Pd (FotoSchicchi)
Elezioni Emilia Romagna 2020, Bonaccini saluta i militanti del Pd (FotoSchicchi)

Bologna, 27 gennaio 2020 - "E’ un mondo migliore". Al quartiere generale, di Casalecchio di Reno, Stefano Bonaccini (video) arriva sulle note di Vasco Rossi e se ne va con ‘We are the champion’. E’ lui di nuovo alla guida dell’Emilia Romagna.

Dopo una lunga campagna elettorale, combattuta più sui social network che in sedi istituzionali, ora la corsa è finita, con la spallata alla Lega. Il presidente, che ora occupa quel palco in fondo alla sala, rimasto inviolato a lungo, ricorda l’inizio della campagna, quel 7 dicembre scorso in piazza Maggiore, per commentare l'esito delle elezioni dell'Emilia Romagna 2020. "Che sia una lezione per il futuro - segnala Bonaccini-: ci eravamo dimenticati di tornare in piazza e era oltre un decennio che non si andava lì. Questo ce lo hanno detto anche le Sardine, riempiendo le piazze e chiedendo una politica che non sia solo fatta di rabbia, rancore, ma anche un po’ più civile e pacata".

Il profilo Chi è il presidente della Regione Emilia Romagna

E ora il comitato del Pd, dopo momenti di attesa imbarazzati, in cui nessuno si sbilanciava e i sorrisi, anche dopo i primi sondaggi positivi, erano trattenuti, sembra un po’ una piazza. Ma Bonaccini non si scompone e, fra gli applausi dei presenti, non si guarda indietro, pensa già a domani, ai prossimi 5 lunghi anni che attendono la Regione. "Dovevamo in primo luogo, rispetto alle elezioni di 5 anni fa, recuperare tanta gente che era rimasta a casa", commenta, e il recupero c’è stato, con un’affluenza alle urne quasi del doppio.

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"La partecipazione è stata robusta, importante per la qualità della democrazia - continua il presidente della Regione -. Abbiamo recuperato quello e un dato che per il centro sinistra è molto rilevante. Vorrei segnalare che ci sono metri di interviste, di esponenti della Lega che mi invitavano poche settimane fa a fare le valige, a provare a non competere nemmeno. Io ho sempre consigliato di essere prudenti, perché l’arroganza non paga mai e soprattutto se caratterizzi la campagna elettorale, addirittura nascondendo l’altra candidata, la mia avversaria, significa che vuoi giocare su un altro terreno e noi abbiamo vinto anche su quel terreno".

Non è mancata l’emozione, quando gli applausi sono esplosi sul tema delle citofonate al Pilastro da parte del leader della Lega Matteo Salvini. "La scelta di utilizzare l’Emilia Romagna per altri fini, gli emiliano romagnoli l’hanno capita - interviene Bonaccini -. Noi abbiamo cercato di parlare di argomenti che dovevano interessare, altri hanno scelto un campo completamente diverso, addirittura spettacolarizzando e cercando show, laddove gli emiliano romagnoli mi hanno detto che non è che gradiscano che viene qualcuno di persona a suonare il campanello". E di nuovo: "Abbiamo vinto e l’abbiamo fatto sul terreno che più ci è congeniale, quello delle proposte di governo, ma immaginando una Emilia Romagna che non si fermasse solo ai risultati degli anni scorsi, ma che si guardasse anche i suoi difetti e provasse a costruire le condizioni di una prospettiva che la potesse migliorare".

E se come lezione Bonaccini ha impartito "la civiltà e la pacatezza delle piazze" contro "l’arroganza" dell’altro lato della politica, subito il primo appuntamento a casa sua, a Modena, in piazza Grande alle 20.30. "Nel più breve tempo possibile vorrò ripartire immediatamente con una squadra di governo e con una prospettiva dove nei prossimi 5 anni dovremo dar corso a quello che abbiamo raccontato e promesso: da queste parti ogni promessa è debito. Speriamo che l’Italia in futuro assomigli sempre di più all’Emilia Romagna".