Bimbo affetto da favismo, malore dopo la mensa

Ha avuto lingua gonfia e orticaria per aver mangiato delle lenticchie. La nuova cuoca non era stata informata dell’intolleranza: l’ira della mamma

Bimbo affetto fa favismo, malore dopo la mensa. La nuova cuoca non era sta informata

Bimbo affetto fa favismo, malore dopo la mensa. La nuova cuoca non era sta informata

Fano, 4 febbraio 2024 – “Con la salute dei bambini non si scherza. In tanti anni non era mai capitato che alla mensa scolastica somministrassero dei legumi a mio figlio, dannosi per l’organismo di chi come lui soffre di favismo, come ho sottolineato in fase di iscrizione allegando il certificato medico".

Si sono trasferiti da Cattolica a Fano quest’anno, i genitori di un bambino di 9 anni, che frequenta la classe IV della scuola primaria Decio Raggi. Il piccolo è affetto da favismo, un’anomalia genetica che interessa alcuni enzimi contenuti nei globuli rossi e che, in base alla gravità del deficit, assumendo alcuni alimenti possono determinare conseguenze gravissime per la salute come l’ittero e l’anemia.

«Viviamo nell‘incubo che prima o poi abbia bisogno di trasfusioni" dice mamma Elisabetta segnalando quella che ritiene essere una "grave negligenza nella gestione alimentare di un bambino malato".

"Qualche giorno fa mio figlio è tornato a casa con la lingua ingrossata che gli dava un grande prurito - racconta la donna -. Mi ha raccontato che a scuola gli avevano fatto mangiare le lenticchie, nonostante la sua grave intolleranza a tutti i legumi. Gli avrebbero detto che o mangiava quello o restava digiuno perché non c’era altro. Di certo se ha mangiato qualcosa che sapeva gli avrebbe potuto far male, non si può far ricadere la colpa su mio figlio".

Il risultato è stato un episodio di lingua gonfia e orticaria, che ha allarmato la madre e le ha fatto trascorrere una notte insonne a vegliare sulle condizioni del bimbo. "Fortunatamente questa volta non c’è stato bisogno di portarlo in ospedale - specifica la donna - ma il punto è che quanto accaduto è gravissimo. Per questo l’ho segnalato subito ai referenti della scuola, che mi hanno assicurato che avrebbero predisposto un menù personalizzato per il bambino. Tuttavia, ad oggi, il menù settimanale non contiene alcuna indicazione personalizzata per mio figlio e presenta alimenti che non può mangiare".

Chiamando il circolo didattico, ha appreso che la cuoca era stata sostituita e la nuova cuoca non era stata informata sull’intolleranza alimentare del bambino. "Non è possibile che capitino delle cose del genere - denuncia la donna -. Perché così si mette nuovamente a rischio la salute di mio figlio".

Della questione si è subito interessato anche il direttivo di Fratelli d’Italia che chiede "un intervento immediato dell’amministrazione e dell’assessore ai Servizi Educativi Samuele Mascarin". "È imperativo garantire la sicurezza e il benessere degli studenti - sottolinea Francesca Sorcinelli Fd’I -, e in questo caso, è evidente che un errore di gestione può avere conseguenze gravi sulla salute del bambino coinvolto. Chiediamo quindi un’indagine completa sulla catena di responsabilità nella gestione delle informazioni sull’intolleranza alimentare del bimbo, sollecitando l’amministrazione ad adottare misure immediate per evitare situazioni simili in futuro".

Non solo: «Ci preme sottolineare l’importanza di una maggiore attenzione e supervisione da parte dell’assessore Mascarin, non vorremmo che la sua dedizione fosse eclissata da altre priorità, come la candidatura a sindaco. La tutela della salute dei nostri bambini deve essere una priorità assoluta, se non è in grado di garantirla desse le dimissioni da tale incarico per concentrarsi sulla campagna elettorale".