La rabbia di Lara: “Ho un tumore ma non riesco a fare i controlli”

Fano, la denuncia di un’insegnante di 44 anni: “Dovrei fare accertamenti ogni sei mesi, ma da due anni non riesco a prenotare gli esami”

Lara Giommi

Lara Giommi

Fano, 20 febbraio 2024 – “Io non ho paura di morire, ma credo che l’ingiustizia sociale che testimonia questo tipo di situazioni sia inaccettabile. E dico inaccettabile perché non so quale altro aggettivo usare per non cadere nel turpiloquio". Prova molta rabbia e frustrazione la fanese Lara Giommi, 44 anni, insegnante di scuola primaria operata nel 2019 di melanoma allo stadio IIA, ovvero un tumore della pelle con uno spessore di oltre 2 millimetri. Ma molto più grande in lei è l’indignazione unita al senso di ingiustizia profonda, che prova nel leggere sulla stampa locale le repliche dei vertici della sanità, che alle recenti critiche per le difficoltà riscontrate nel prenotare esami diagnostici all’Ast Pesaro e Urbino, ricordano che esistono "canali preferenziali per i malati oncologici".

“Ma quali canali preferenziali? - denuncia la donna - Sono due anni che non riesco neppure a prenotare gli esami di controllo total body, pet e tac con mezzo di contrasto, che dovrei fare ogni 6 mesi per almeno 5 anni dall’intervento e poi con cadenza annuale fino al 10° anno". E’ un mese e mezzo che ogni giorno, mattina e pomeriggio, Lara chiama il numero verde del Cup regionale per vedere se nel frattempo si sia liberato un posticino.

"Anche l’anno scorso non ero riuscita a prenotare gli esami total body richiesti in tempo per il follow up all’Istituto Nazionale Tumori di Milano - prosegue il suo racconto - e così mi era stato consigliato di fare almeno la tac e due ecografie. Quest’anno ho l’appuntamento a Milano il 18 marzo e non riesco a prenotare neppure le ecografie. L’unica possibilità è a Cattolica per giugno, perché da noi le agende sono chiuse". Le operatrici sono sempre molto cordiali, ma perentorie. "Provi a richiamare". Ma nel frattempo nella mente di questa 44enne riaffiorano gli spettri del passato.

"Diciassette anni fa - confida - mio padre è morto della stessa malattia. Aveva 59 anni. Io invece ne avevo appena 38 quando mi è stato diagnosticato il tumore. E’ stato drammatico. Un ritorno di fantasmi del passato, di incubi, di situazioni attraversate…. Ma allora ero giovanissima e avevo molte più forze dei miei attuali 44 anni appena compiuti".

In tutto questo Lara ha pensato anche di rivolgersi a un privato per accelerare i tempi, ma i costi si aggirano intorno ai 500 euro per un esame. Non poca cosa per un’insegnante. "Non bastasse - prosegue - nel frattempo mi è scaduta l’impegnativa fatta dal medico per prenotare questi esami. Per rinnovarla ho bisogno dell’esenzione che è appena scaduta anch’essa. E così oggi sono stata al Palazzo di Vetro per il rinnovo, seguendo le istruzioni fornitemi. Ma allo sportello hanno detto che la documentazione che ho portato, non era sufficiente. Necessitano di un nuovo certificato medico del mio oncologo. Che non sta proprio dietro l’angolo, ma a Milano, all’Istituto Nazionale Tumori dove sono talmente oberati di lavoro, con urgenze vere di persone che hanno bisogno delle loro mani, che mi sembra assurdo dovergli far perdere tempo per una burocrazia inutile come questa . Di nuovo la ritengo un’ingiustizia, uno spreco di risorse e penso che qui si stia giocando con la vita delle persone. Non solo la mia".