Federico Carloni in ospedale: è ricoverato in Ortopedia al San Salvatore
Federico Carloni in ospedale: è ricoverato in Ortopedia al San Salvatore

Fano, 20 febraio 2019 - L’unica cosa certa è che nessuno ha la verità in tasca su quanto è successo a Federico Carloni, 39 anni di Fano. Sta provando a diradare la nebbia il consulente medico nominato dalla procura della Repubblica. Negli ultimi giorni, la dottoressa Buscemi dell’istituto di medicina legale di Ancona su incarico della pm Maria Letizia Fucci, ha interrogato a lungo Federico nel lettino d’ospedale di Ortopedia di Pesaro. Ed ha constatato innanzitutto che la doppia frattura alle spalle e ad un osso tra anca e femore non sono dovute ad una rara malattia invalidante.

Secondo l’analisi medica, Federico si sarebbe procurato quelle fratture cadendo o precipitando da una certa altezza, compatibile anche con la sua finestra della camera da letto alta 4 metri. Come poi sia tornato nel letto, mettendosi a dormire è un altro discorso che la dottoressa non sa spiegare, a meno che il magistrato non creda alle parole di tutta la famiglia che nega di aver sentito o assistito a qualcosa di insolito durante la notte ai danni di Federico. Il quale, fin dal primo momento, dice di non ricordare nulla di quanto gli è accaduto ma di essersi svegliato nella barella del 118 mentre lo portavano in ospedale.

Per venire a capo di quello che appare un enigma avvolto nel mistero, il pm ha dato ordine di sequestrare il cellulare di Federico per esaminare telefonate e messaggi nei giorni precedenti alla caduta. La procura evidentemente si aspetta che da quei messaggi possano arrivare spiegazioni in più, insomma passi in avanti per risolvere il mistero di quelle fratture multiple senza un perché. Federico Carloni, che vive in casa con i genitori e il fratello, ha un lavoro stabile di ragioniere commercialista, non ha conflitti con nessuno e sa di poter contare un una larga rete di amicizie.

Lui stesso intervistato dal Carlino, ha escluso qualunque atto inconsulto come quello di gettarsi dalla finestra per poi risalire in camera seppur malconcio dopo essersi accorto di non aver raggiunto l’obiettivo. Gli stessi medici avevano escluso che lui da solo potesse camminare e rientrare in casa. D’altronde, nessun altro condomino del palazzo si è accorto di qualcosa di anomalo se non dell’arrivo alle cinque di mattina dell’ambulanza per trasferire il 39enne in ospedale. Ma allora, se quelle fratture sono una conseguenza senza ombra di dubbio di una caduta o da precipitazione, quando sarebbe avvenuta e perché il diretto interessato non ricorda nulla? Se il telefonino potrà dare qualche risposta attraverso la messaggistica che verrà controllata, sarebbe un passo avanti.

Ma nessuno ci crede molto.