Bambina morta a Servigliano, la mamma non risponde alle domande del Gip

Interrogatorio di garanzia per la donna accusata di omicidio, il legale: "Non c'è stato tempo per leggere le carte". Si cerca il movente

L'incendio di Servigliano e la piccola Jennifer

L'incendio di Servigliano e la piccola Jennifer

Fermo 20 luglio 2020 - Si è avvalsa della facoltà di non rispondere Pavlina Mitkova, la 38enne di origine bulgara accusata di aver ucciso Jennifer, la figlioletta di 6 anni, e quindi di aver simulato un incendio nella sua casa di Servigliano per nascondere le tracce del delitto. Si è svolto questa mattina davanti al gip del tribunale di Fermo l’interrogatorio di garanzia della mamma della piccola, che, dopo il referto ufficiale dell’autopsia, è stata accusata di omicidio volontario, con l’aggravante del grado di parentela.

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La donna, accompagnata dal suo legale, l’avvocato Gianmarco Sabbioni, ha preferito non rispondere alle domande del magistrato inquirente. Magistrato inquirente che ha spiegato nei minimi particolari la posizione della donna e illustrato le decine di pagine del mandato di custodia cautelare emessa nei suoi confronti.

“La mia assistita – spiega l’avvocato Sabbioni – si è avvalsa delle facoltà di non rispondere perché non abbiamo avuto il tempo di leggere le carte. La Mitkova ha ricevuto l’ordinanza solo venerdì, mentre si trovava in carcere e non c’è stato modo per farlo. L’udienza quindi è servita più che altro per spiegare all’indagata il contenuto della documentazione. Ovviamente noi abbiamo presentato la richiesta di revoca della misura cautelare e l’autorizzazione ad effettuare colloqui con l’indagata insieme alla nostra consulente psicologa. L’obbiettivo è quello di dare sostegno alla mia assistita, ma anche per capire la psicologia della donna e spiegarci, alla luce di tutti i fatti contestati, l’eventuale movente, che attualmente, però, non c’è ancora. Nessuno riesce a dare una spiegazione al gesto, se c’è stato, perché prima non c’erano mai stati segnali che potessero preludere a quanto a accaduto. Pertanto, nonostante i medici legali si siano presi molto tempo, permangono molto dubbi. Ci sono diverse cose che non tornano, tant’è che il sostituto procuratore Perlini non ha ancora rilasciato la salma per i funerali”.

Nonostante ciò gli inquirenti sono convinti che ad uccidere Jennifer sia stata la mamma, anche se nel lasso di tempo in cui si è consumato l’omicidio, rientrerebbe in gioco anche il padre, Alì Krasniqi. Secondo il referto dell’esame autoptico il decesso della piccola Jennifer, risalirebbe a tre ore prima dell’allarme lanciato dalla madre quando ha dato fuoco alla sua abitazione, ma potrebbe addirittura essere antecedente, ovvero tra le 19 e le 23. Alle 19 il papà era ancora in casa, ma a scagionarlo è il racconto della sorellina di Jennifer, ritenuto credibile. La bambina sopravvissuta, ascoltata con l’ausilio di una psicologa, ha raccontato di aver visto, intorno alle 19,15, un cartone animato in tv, con la sorella e il padre. C’era un clima felice e tranquillo, poi il papà sarebbe uscito e da lì in poi ci sono le riprese della videosorveglianza a scagionare l’uomo. Secondo gli investigatori è dopo che il padre se n’è andato che sarebbe successo qualcosa di terribile da indurre la mamma a compiere il più atroce dei delitti.