La palazzina colpita dal rogo a Servigliano (Foto Zeppilli)
La palazzina colpita dal rogo a Servigliano (Foto Zeppilli)

Fermo, 21 gennaio 2020 - Troppi dubbi, troppe contraddizioni nella ricostruzione della mamma di quel maledetto incendio  (guarda le foto) divampato nella casa in cui si trovava la donna con le due figliolette di 6 e 4 anni la notte del 8 gennaio.
Era balzato all’occhio il ritardo con cui era stato lanciato l’allarme e per di più da un’automobilista di passaggio fermato dalla donna che si trovava sul bordo della strada con la più piccola delle figliolette, senza fare nulla, apparentemente, per salvare l’altra.

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Tutti si erano chiesti come una madre, arrestata per omicidio,  avesse potuto abbandonare così una figlia a quell’atroce destino. Il fatto che però neanche i carabinieri fossero riusciti ad entrare in casa, aveva tacitato le voci dei malpensanti.

Così la prima ricostruzione degli inquirenti aveva parlato di tragica fatalità. Ma come il fuoco covava sotto i resti di quell’abitazione, anche gli investigatori, coordinati dal pm Francesca Perlini, hanno continuato a scavare, fino a portare alla luce un’atroce verità. La famiglia di origini kosovare si era da poco trasferita a Servigliano da Treia
f. c.