Maria Donata mostra la scala a chiocciola, per lei impossibile da salire (Zeppilli)
Maria Donata mostra la scala a chiocciola, per lei impossibile da salire (Zeppilli)

Fermo, 20 ottobre 2019 - Invalida, con difficoltà a deambulare, con una scala a chiocciola nell’immobile che le è stato assegnato e con la cantina che non riesce a raggiungere. E’ questa in sintesi la situazione in cui si trova Maria Donata Jannitelli, una donna rimasta vittima di un grave incidente stradale, a causa del quale le sono stati applicati alcuni elettro neuro stimolatori che le permettono un limitato uso delle gambe. La signora vive in un alloggio popolare dell’Erap e da mesi deve fare i conti con una situazione tutt’altro che agevole.

«Tutto ha inizio ad aprile – spiega la signora Jannitelli – quando firmo la scelta della casa. Il geometra dell’Erap mi porta nell’appartamento assegnatomi, dopodiché mi fa visionare la cantina. Primo ostacolo le scale in cemento a chiocciola, senza scorrimano e senza luce. Arrivati alla cantina, sorpresa: il corridoio è invaso di masserizie e non si sa da chi. Mi assicurano che verrà liberata entro una decina di giorni, massimo un mese. Dopo le tante lamentele viene sgomberata una cantina: peccato che non è la mia. Passa ancora del tempo e liberano finalmente la mia cantina». Sembrerebbe la soluzione del problema e invece no, perché altre masserizie vengono aggiunte a quelle già posizionate sul corridoio, impedendo il passaggio. «A quel punto - continua la signora Jannitelli - ci assicurano che, nel giro di pochi giorni, il corridoio sarà sgomberato e che presto sarà ristabilita l’illuminazione nelle cantine».

Finalmente il problema sembra risolto. E invece no: «Ad oggi peggio del peggio. Altra presa in giro. Sabato scorso scendo dalla parte dei garage ed entro nel corridoio, al buio, perché per quanto provi ad usare la torcia del cellulare, questo non basta. Inciampo in qualcosa, faccio una distorsione al ginocchio e cado indietro, battendo la schiena. Chiamo e parlo con il solito il geometra dell’Erap e, inferocita, dò sfogo alla mia rabbia. Anche in questo caso nulla. Non solo mi sono fatta male, ma non sono potuta neppure passare per aprire la mia cantina. Ho un’invalidità del 100% e da quando sono caduta non riesco a dormire per i dolori. Ho fatto presente la situazione e delle difficoltà a cui la vita mi ha condannato: ho avuto un incidente stradale e per questo motivo porto degli elettro neuro stimolatori midollari, cervicali e peridurali con l’impianto nell’addome. Ma nonostante tutto, hanno chiesto a noi condomini se ci fossero dei volontari per andare a pulire le cantine. Senza parole».
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