Tra influenza e Covid, il pronto soccorso non va mai in vacanza: "Punte di 140 accessi"

Fermo, il dirigente facente funzioni Antonio Ciucani racconta le festività in prima linea: "Si consideri che la media è di 100 pazienti al giorno, ha influito anche la carenza di reperibilità da parte dei medici di base "

Fermo, 9 gennaio 2024 – A fronte dei tanti fattori che hanno influito sul sovraffollamento del pronto soccorso di Fermo nei prolungati giorni delle festività appena concluse, il reparto ha dimostrato la sua preziosa funzionalità. Preziosa, sì, perché nel contesto festivo che vede la carenza di reperibilità di medici di medicina generale, la difficoltà nel potersi rivolgere alle guardie mediche, la sovrapposizione dei numerosi casi di influenza stagionale e recrudescenza di Covid oltre al ridotto regime di lavoro dei reparti ospedalieri, il pronto soccorso resta l’unico punto di riferimento per la gente che ha bisogno di cure oltre chi necessita di interventi emergenziali.

Antonio Ciucani, dirigente facente funzioni del Pronto Soccorso
Antonio Ciucani, dirigente facente funzioni del Pronto Soccorso

A parlarne, il dirigente facente funzioni Antonio Ciucani. Può darci un’indicazione pratica del significato ‘sovraffollamento’?

"Consideri che in queste settimane di festa, siamo arrivati a punte di accessi giornalieri superiori a 140 ".

Qual è la media di accessi giornalieri annuali?

"Il 2023 si è chiuso con 37.500 accessi, 2500 più dell’ano prima. Consideri quindi che la media si attesta sui 100 accessi al giorno, ma la media è fatta su giorni e mesi che rispondono ad esigenze diverse. Nel 2023 ad esempio, il mese più difficile è stato agosto ma ci sono giorni in cui la soglia è sotto i cento".

Quali sono le criticità che hanno influito sul sovraffollamento di questo periodo festivo.

"La carenza di reperibilità dei medici di medicina generale, la sovrapposizione della forte ondata di influenza stagionale e recrudescenza di Covid, ed il lavoro a regime ridotto di alcuni reparti ospedalieri".

Cosa comporta tutto questo sulla gestione del pronto soccorso?

"L’influenza ed il Covid colpiscono essenzialmente gli anziani e i più fragili, perché i sintomi rischiano di causare scompensi di natura cardiaca, polmonare o renale. Non possiamo dimenticare che il nostro territorio annovera la media di età più alta del mondo, per cui la vulnerabilità anagrafica espone a danni considerevoli causati dall’influenza che quest’anno è particolarmente aggressiva. Sul fronte recrudescenza Covid, la gestione è resa complessa da un maggior sovraccarico di assistenza, oltre alla necessità di allestimento di un’ala Covid".

Cosa significa ‘ridotto regime dei reparti ospedalieri’ e cosa comporta?

"Ci sono reparti che nel periodo festivo non fanno dimissioni e non accettano ricoveri. Questo comporta che i pazienti con una diagnosi che necessita di ricovero, debbono restare in attesa in carico al pronto soccorso per più giorni".

Il sottorganico del pronto soccorso, è un fatto noto. Come avete affrontato queste settimane?

"Va dato merito a tutto il personale, soprattutto infermieristico, coordinato dal dottor Finucci. Sono stati programmati rientri e unità aggiuntive in considerazione dei momenti critici che avevamo previsto. Per quanto riguarda l’organico siamo riusciti ad acquisire due giovani colleghi con un contratto creato ad hoc. Tutto questo ha dato i suoi risultati che hanno permesso di gestire il super afflusso, senza dimenticare che ci sono stati momenti di estrema sofferenza per noi".

E’ stato chiamato a ricoprire nuovamente il ruolo di dirigente il 16 gennaio scorso. Obiettivi per il 2024?

"Premesso che non so ancora quale sarà il mio percorso personale in futuro, credo da sempre nella necessità di lavorare per una maggiore integrazione tra il pronto soccorso, l’ospedale ed il territorio, al fine di evitare dispersione di risorse e creare massima funzionalità. Un lavoro congiunto tra i vari reparti ospedalieri, i medici del territorio ed il pronto soccorso, è infatti fondamentale per l’efficienza del Murri e quindi per il bene della gente".