Fermo, scontri tra bande a Lido Tre Archi. Dopo gli spari scatta la rappresaglia

È ancora ricoverato il 40enne ferito da un colpo di pistola esploso da un albanse ricercato dalla polizia. Per tutta la notte, la zona di via Tobagi è stata teatro di vendette a colpi di coltelli e machete

Lotta tra bande dopo la sparatoria a Lido Tre Archi

Lotta tra bande dopo la sparatoria a Lido Tre Archi

Fermo, 1 aprile 2023 – Dopo la sparatoria, le rappresaglie e uno scontro a tutto campo tra il clan dei nordafricani e quello degli albanesi che hanno portato ad altri scontri a fuoco nella notte tra giovedì e venerdì e ancora nel primissimo pomeriggio di ieri. Il quartiere costiero fermano di Lido Tre è diventato per più di 12 ore un campo di battaglia dove i tunisini sono scesi sul piede di guerra per vendicare il loro connazionale ferito con un colpo di pistola esploso con una calibro 22 da un albanese appartenente al clan rivale.

Per tutta la notte sono andati avanti scontri tra le due bande con i nordafricani, armati di machete, coltelli e spranghe, alla ricerca dell’uomo che ha sparato al loro connazionale e che con le loro auto hanno speronato diversi mezzi su cui viaggiavano gli albanesi. Vistisi alla strette quelli del clan albanese hanno tirato nuovamente fuori le pistole ed hanno iniziato a sparare. Tutto questo in quartiere dove vivono anche persone oneste e famiglie con donne, anziani e famiglie.

Nonostante l’intervento massiccio delle forze dell’ordine non è stato facile far tornare la situazione alla normalità, anche perché sotto le ceneri virtuali del quartiere, i tunisini covano pensieri di vendetta. Un nuovo tentativo di farsi giustizia da soli da parte dei nordafricani c’è stato ieri pomeriggio poco prima del 14 quando alcuni nordafricani si sono recati sotto le abitazioni di alcuni albanesi e ne è scaturito un nuovo conflitto a fuoco per il quale è stato necessario l’intervento dei carabinieri, che stanno ancora indagando per ricostruire la dinamica dei fatti.

Nella ’polveriera’ di Tre Archi la violenza è esplosa poco dopo le 20 di giovedì, quando un albanese si è recato nell’appartamento di via Tobagi dove il tunisino rimasto ferito, Becha Matlouthi di 40 anni, vive con un connazionale. La situazione è degenerata in pochi attimi e l’aggressore ha tirato fuori la pistola per poi esplodere sei colpi, uno dei quali è arrivato a segno. Matlouthi è stato ferito ad una gamba, mentre l’altro tunisino è riuscito a ripararsi dietro la mobilia ed è quindi rimasto illeso.

Sul posto, allertata dai residenti che hanno udito chiaramente gli spari, è immediatamente intervenuta la polizia con tre pattuglie e, subito dopo, è stata la volta dei vigili del fuoco, che hanno dovuto sfondare il portone blindato, in quanto l’aggressore, dopo aver sparato, ha preso le chiavi ed ha chiuso dentro i due tunisini. Sul luogo del fatto di sangue anche i sanitari del 118 che, dopo aver medicato il ferito, lo hanno trasportato in ospedale, dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Ieri pomeriggio gli uomini delle questura hanno sottoposto a sequestro l’appartamento di via Tobagi, in quanto scena e del crimine e lo hanno blindato con delle lastre d’acciaio per impedire eventuali occupazioni abusive. L’uomo che ha sparato è ancora ricercato.