Bruce Springsteen a Ferrara, ambientalisti bocciati dal ministero dell’Ambiente

Il parere richiesto dal Consiglio di Stato sulla scelta del Bassani: “Nessun danno all’area, il ricorso è infondato. Ma bisogna prevenire eventi potenzialmente impattanti sulla fauna protetta”

Bruce Springsteen, il concerto di Ferrara approvato dal ministero dell'Ambiente

Bruce Springsteen, il concerto di Ferrara approvato dal ministero dell'Ambiente

Ferrara, 24 marzo 2023 – “Nel ricorso non c’è alcun accenno a specie protette e/o alla direttiva habitat. La deduzione fatta dai ricorrenti è infatti non la violazione di una norma quanto un eccesso di potere per irragionevolezza". Inizio marzo, chi scrive è il Ministero dell’Ambiente che, in due fogli, risponde alla richiesta di parere avanzato dal Consiglio di Stato prima ancora della trasposizione (da parte del Comune) del contenzioso straordinario al Tar. Oggetto: l’arcinota diatriba sulla location scelta per il mega evento del 18 maggio, il concerto di Bruce Springsteen e della E Street Band per la prima delle tre tappe italiane (le altre a Roma e a Monza) che ha visto spazzare via 50mila biglietti in un amen. Tutti per il Boss al Parco urbano.

Animal liberation, associazione bolognese "antivivisezione-diritti degli animali", impugnò la delibera 508 dell’amministrazione, presentando un ricorso straordinario diretto al capo dello Stato con "Comune ed enti che hanno sottoscritto la convenzione" tacciate di "eccesso di potere per irragionevolezza". Nell’atto si sottolineava come il concerto andrebbe "a nuocere in modo irreperibile alle specie vegetali e animali del parco". Poi "impatti sulla fauna causati dalle emissione di rumori", il "disturbo della riproduzione", e nel calderone anche un potenziale "danno alle mura". La contromossa dell’avvocato di Palazzo, Giuliano Onorati, probabilmente inaspettata dai ricorrenti, era stata quella di trasporre il contenzioso straordinario al Tar. Tradotto: se c’è qualcosa di sbagliato nella scelta dell’area, decida l’organo di massima garanzia giurisdizionale.

Prima di ciò, ecco il parere richiesto al ministero dal Consiglio di Stato con pronta risposta. "L’area in questione – così da Roma – di circa 1200 ettari risulta essere una ex riserva di caccia degli Estensi, non è attualmente un’area protetta ai sensi della legge 394/91, non è ricompresa tra gli istituti di protezione previsti dalla legge 157/92. Si segnala che il Bassani ospita annualmente eventi che richiamano un folto pubblico".

Dai Balloons alle passate feste di fine estate con fuochi d’artificio, fino ad altri concerti. "Per quanto sopra rappresentato – continua il ministero – questo Ufficio non ritiene ci sia alcun pericolo di danno ambientale". Punto e a capo, se non con qualche osservazione: "Il taglio di essenze arboree e arbustive che potrebbe essere attuato nell’area, attuato nel periodo primaverile ed estivo, potrebbe provocare danni alla fauna selvatica impegnata nella cova e svezzamento dei nidiacei, la normativa vigente impone il divieto con l’art. 21, comma 1, lettera o) della Legge 157/92 di prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi ed uccelli “appartenenti alla fauna selvatica”". Si fa riferimento poi ad un’altra direttiva, la 09/147/CE, che "stabilisce il divieto di distruggere o danneggiare i nidi intenzionalmente e disturbare la fauna selvatica durante il periodo della riproduzione". Inoltre, "la Convenzione di Berna ratificata dall’Italia con la legge 503 del 1981 stabilisce gli stessi divieti".

Insomma, uccelli selvatici, o nidi, uova e nidiacei "sono protetti a livello nazionale" da leggi che "ne vietano l’uccisione e la distruzione". Il Bassani, è l’aggiunta, "ospita ardeidi, picidi, muscicapidi e passeriformi, tutti gruppi protetti da direttive e leggi nazionali. E potrebbe ospitare invertebrati, anfibi e rettili inseriti nell’allegato 4 della direttiva habitat". Tranciante la conclusione: "Il ricorso appare del tutto infondato, fermo restando che l’autorizzazione del concerto dovrà contenere apposite condizioni per prevenire eventi potenzialmente impattanti sulla fauna protetta".