Campanile bombardato, il ricordo degli studenti

Copparo, la commemorazione dell’eccidio costato la vita a 93 persone. Il sindaco: "Necessario non dimenticare e che i giovani siano partecipi" .

Campanile bombardato, il ricordo degli studenti
Campanile bombardato, il ricordo degli studenti

COPPARO

È un autentico passaggio del testimone quello che da due anni porta i ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Copparo in visita al sacrario del campanile ieri, anniversario, il 79esimo, del bombardamento che fece 93 vittime. È stato questo uno dei momenti vissuti ieri a Copparo, per ricordare la tragedia che ha colpito la comunità e soprattutto le persone che persero la vita in quel drammatico 30 gennaio 1945. per Un’esperienza intensa quella organizzata dall’Amministrazione comunale, con la partecipazione dell’Istituto Comprensivo, che ha coinvolto la classe terza B, accompagnata dalle docenti e dal dirigente Domenico Urbinati.

"Questo è un appuntamento doloroso, ma necessario per ricordare cosa è accaduto – ha affermato il sindaco Fabrizio Pagnoni -. Ci ritroviamo per mantenere vivo il ricordo perché possiate imparare e tramandare, perché siate protagonisti del futuro guardando alla nostra storia, nella consapevolezza che la guerra è un’infamia per tutti". "Oggi è per così dire il nostro Giorno della Memoria – ha aggiunto don Daniele Panzeri -. A causa dell’odio e della guerra proprio qui sono morti in tanti, tanti bambini. Ci dobbiamo impegnare nel nostro vissuto quotidiano per non dimenticare e perseguire la pace". Gli studenti hanno innanzitutto ricevuto un preciso inquadramento storico della vicenda da Giovanni Carlini degli Archeologi dell’Aria, che ha messo in luce non solo la potenza di fuoco del bombardamento, ma anche come i luoghi colpiti fossero considerati sicuri e rifugi in caso di pericolo, così da moltiplicare il numero dei morti.

Prima di visitare il sacrario i giovani copparesi hanno poi potuto ascoltare la testimonianza di Renzo Tumiati, oggi 88enne: allora aveva poco meno di dieci anni e viveva a pochi passi dalla chiesa, in via Cavour. Più volte sbalzato a terra nella sua casa, ha avuto salva la vita: uscito dall’abitazione ha visto che il campanile mancava della sommità e i morti per la strada. Grande la commozione, come anche durante la cerimonia religiosa officiata nel pomeriggio da don Daniele Panzeri. Al termine della messa, prima della deposizione della Corona d’alloro al sacrario delle vittime, il sindaco Pagnoni ha annunciato la donazione alla parrocchia di un pezzo del campanile che le esplosioni aveva proiettato in un cortile privato. Una famiglia, che desidera rimanere anonima, lo ha conservato sinora, per consegnarlo, in vista di un trasferimento, al primo cittadino, che, a sua volta, lo ha messo a disposizione della chiesa. Sarà collocato vicino al campanile.

Valerio Franzoni