Due rapine in due giorni. Condannato a sette anni

L’imputato aveva assalito ripetutamente un anziano rubandogli i soldi. Fu poi riconosciuto dalla vittima. La difesa: "Neghiamo tutto, ora l’appello".

Due rapine in due giorni. Condannato a sette anni

Due rapine in due giorni. Condannato a sette anni

Avrebbe aggredito e rapinato un anziano vicino di casa per ben due volte a distanza di un paio di giorni. Il tutto per rubargli qualche decina di euro dal portafoglio. Per quei fatti, avvenuti tra il 6 e l’8 agosto dell’anno scorso, un comacchiese di 49 anni (già noto per una serie di furti nei supermercati) è stato condannato a sette anni di reclusione. Il processo a suo carico per le due rapine dell’estate scorsa si è concluso ieri mattina davanti al collegio giudicante. Al termine della discussione, il pubblico ministero Sveva Insalata ha chiesto per l’imputato la condanna a otto anni di reclusione. L’avvocato Fabrizio Carletti, difensore del 49enne, ha ribadito l’estraneità del proprio assistito ai fatti, mettendo in dubbio la bontà dell’identificazione da parte della persona offesa. Al termine della discussione, il giudice ha emesso una sentenza di condanna di poco inferiore alle richieste della procura.

I fatti al centro del processo, come anticipato, si sono verificati il 6 e l’8 agosto del 2023 a Comacchio. In entrambe le occasioni, il 49enne avrebbe avvicinato un vicino di casa ultraottantenne chiedendogli dei soldi. Al rifiuto del pensionato lo avrebbe spinto con forza, frugandogli nelle tasche e impossessandosi del denaro. Episodio analogo si sarebbe verificato due giorni dopo con modalità simili. In questo caso, però, nella concitazione la vittima avrebbe riportato contusioni a un braccio. Attualmente il 49enne si trova in carcere, in custodia cautelare. Alle spalle ha altri cinque anni da scontare per vicende precedenti. Il processo di ieri si è concluso rapidamente anche grazie alla scelta di discuterlo allo stato degli atti. La difesa annuncia sin da subito l’impugnazione della sentenza. "Faremo appello – commenta l’avvocato Carletti –. Il mio assistito sostiene di essere estraneo ai fatti contestati. Anche il riconoscimento fotografico ci è parso un po’ vago. Siamo pronti al ricorso".