Da Ferrara a Capo Nord in R4: "Mangio e dormo in macchina. Sei mesi in giro per l’Europa"

Gian Maria Guarini, 24 anni, ha realizzato un sogno chiamato ‘Slow european tour’. "Ho lasciato il lavoro e sono partito. Viaggio da solo, è un modo per guardarmi dentro"

Gian Maria Guarini con la sua Renault 4 del 1988 adattata per il viaggio
Gian Maria Guarini con la sua Renault 4 del 1988 adattata per il viaggio

Ferrara, 21 agosto 2023 – Un ’avventura su una Renault 4 del 1988 trasformata in un piccolo camper. È il viaggio intrapreso da Gian Maria Guarini, 24 anni, di Tresigallo, che dal primo marzo ha visitato diversi Paesi europei per quello che ha chiamato ‘Slow European Tour’: Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Olanda, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia, arrivando fino a Capo Nord. E ora è di ritorno a casa. "A gennaio mi sono licenziato – racconta –. Anche i miei datori di lavoro hanno apprezzato la mia idea di viaggio, ho impiegato un mese per allestire l’auto insieme a mio padre e poi sono partito. Volevo arrivare più a nord possibile, ma non ero certo di riuscire a raggiungere Capo Nord, la mia auto ha pur sempre quarant’anni!".

Tutto è partito dall’amore per questo mezzo storico, unito chiaramente alla passione per i viaggi: "La Renault 4 per me ha una linea e una storia unica – prosegue il ragazzo –. Non ho vissuto la sua era, ma me ne sono innamorato e a 21 anni l’ho comprata. Questo non è il primo viaggio che facciamo insieme, in quell’anno ho fatto il giro d’Italia, partendo dalle isole. Ho una base di meccanica quindi qualche lavoretto lo faccio io, ma chiaramente mi appoggio al mio meccanico di fiducia. Ho avuto problemi in viaggio, ma o da solo o con l’aiuto di dei meccanici del luogo ho sempre risolto". I miei viaggi, prosegue, "vengono dalla voglia di scoprire il mondo, culture, esperienze e persone. Mi è stato di ispirazione Athos Grandini, il mio vicino di casa che ha girato molto in bicicletta, ma comunque già da piccolo i miei genitori portavano me e mia sorella in viaggio".

A meravigliare e a permettere di incontrare molte persone è anche il particolare mezzo di trasporto adottato. "Viaggiare con questa auto è un’esperienza in sé – spiega Guarini –, permette di conoscere più persone rispetto a un mezzo comune. L’auto è camperizzata, c’è la possibilità di dormire e cucinare, una cosa per volta, e alcuni mobiletti. Ci vuole una buona organizzazione anche per contenere i costi, non ho sponsorizzazioni, il viaggio è totalmente a mio carico. Si pensa che non si possa vivere in un’auto, ovviamente un camper è più comodo, ma a livello di vita quotidiana non ho sofferto. Ci sono momenti in cui manca casa, ci sono imprevisti, ma non mi pento di nulla".

Tante sono state le conoscenze fatte in viaggio dall’avventuroso tresigallese, solo uno dei tanti esempi è un ragazzo di Vicenza "che ha fatto il mio stesso giro, ma in bicicletta, e ha fatto più chilometri di me e in meno tempo. Io però mi sono fermato di più nei vari luoghi, soprattutto in Portogallo per fare surf". Visto in modo ancor più sconvolgente è il fatto che Guarini si muova da solo. Il viaggiatore ha però un’idea differente: "Per me è un modo per conoscersi dentro e mi ha fatto bene". Gian Maria Guarini non è ancora tornato ma ha già in cantiere una nuova avventura, questa volta in Est Europa "ai confini della Russia, purtroppo, per via della guerra, ma vorrei poter visitare anche questo Paese. L’obiettivo della mia vita sarebbe girare il mondo, ma sempre con questa filosofia ‘on the road’, con la mia auto. Spero che qualcuno trovi l’ispirazione per partire, è un’avventura che si può fare con pochi soldi e con qualsiasi tipo di macchina".