"Granchio blu, noi sappiamo come intervenire"

Vadis Paesanti (FedAgriPesca) all’iniziativa promossa da Rete Civica: "Cooperative a rischio".

"Granchio blu, noi sappiamo come intervenire"

Il comparto turistico è a rischio, anche di questo si è parlato ieri

Si è parlato di granchio blu, ieri mattina a Canneviè, nell’ambito dell’iniziata promossa da Rete Civica coordinata da Riccardo Forni, col consigliere regionale Marco Mastacchi e l’europarlamentare della Lega Rosanna Conte, alla quale ha partecipato anche Vadis Paesanti, vicepresidente FedAgriPesca Confcooperative Emilia-Romagna. "Fateci affrontare il problema del granchio blu – ha esordito Paesanti – con le conoscenze e le armi di noi pescatori. Potremmo coniugare il tentativo di una vera soluzione evitando gravi rischi per il turismo". Nel dettaglio usare strumenti di pesca come l’"ostreghero" (un sacco a forma di imbuto aperto davanti da un palo con piombi dietro la barca, per raccogliere a strascico, ndr), poi le migliaia di piccole imbarcazioni tra Goro e Comacchio potrebbero, in estate, dalle 4 alle 6 del mattino pulire il tratto di mare tra la piaggia e gli scogli, le turbosoffianti operare più al largo per togliere i milioni di granchi che ci sono nel nostro mare. Basterebbe un compenso di 1,50 euro al chilo per avere un piccolo ristoro delle spese sostenute".

Mastacchi, dopo aver ricordato le tante richieste fatte in regione sul tema, ha proseguito: "Siamo qua in ascolto per capire cosa serve – ha detto rivolto alle rappresentanze di pescatori di vongole presenti – da chi è drammaticamente colpito da questo flagello". L’europarlamentare ha sottolineato come si possa giungere ad una soluzione solo nominando un commissario unico che superi le difficoltà a mettere insieme Veneto ed Emilia, diversi ministeri fra i quali quello del turismo in primis, ed anche l’Europa. "Occorre che il ministro Lollobrigida si svegli – ha aggiunto sorridendo – ditemi come possiamo esservi di aiuto, anche se penso a più risorse per lo smaltimento per gli altri attrezzi e a ristori per i danni subiti. I 10 milioni di cui si parla stanziati dal governo, pur non essendo sufficienti devono arrivare facilmente a chi ha subito danni. Poi rimettere in piedi la raccolta di vongole attraverso una nuova semina assieme ad un prezzo adeguato. Temo che un mancato intervento metterà in ginocchio anche il comparto turistico, perché chi andrà a fare il bagno nelle spiagge venete ed emiliano romagnole potrebbe trovarsi delle brutte sorprese coi granchi blu".

E’ stato sollevato anche il tema delle richieste dell’Italia all’Europa, giunte formalmente solo da pochi giorni. Fra il pubblico Rino Conventi, in rappresentanza di alcune cooperative lagunari, ha chiesto che siano date zone in concessione a coloro che al momento "non hanno alcuna possibilità di difendersi dal granchio blu, diversamente temo che fra non molto spariranno molte cooperative di vongole".

c.c.