Il giallo del centro per rimpatri. A Ferrara progetto segreto. Potrebbe sorgere in campagna

Dopo le polemiche tra il Comune leghista e il vescovo non se ne parla più e da Roma tutto tace. Ma ci sono ipotesi al vaglio: realizzarlo lontano dal centro in una zona top secret della Bassa . .

Il giallo del centro per rimpatri. A Ferrara progetto segreto. Potrebbe sorgere in campagna

Il giallo del centro per rimpatri. A Ferrara progetto segreto. Potrebbe sorgere in campagna

Nessuno, a Ferrara, più ne parla. Da Roma tutto tace. Trattative e lo studio di fattibilità in corso proseguono a fari spenti. Dopo la bufera che ha imperversato per oltre un mese. Parliamo dell’ipotesi di un Cpr, Centro di permanenza per il rimpatrio, che veleggia ancora sopra la testa della città estense e, altra ipotesi al vaglio, di una zona top secret delle campagne del Basso ferrarese. Con i sindaci – da Comacchio a Codigoro, passando per Ostellato – uniti nel dire "nel caso, no grazie...".

Rewind. A scatenare gli animi – siamo attorno al 10 novembre – è una lettera del ministro Piantedosi indirizzata al governatore Bonaccini, dove si chiede una valutazione sull’opportunità di aprire un Cpr a Ferrara. Apriti cielo. Lo scontro tra destra e sinistra, dal Comune alla Regione e fino a Roma con il senatore Balboni a far la voce grossa, è fratricida, in campo scende pure il vescovo Perego che definisce il Cpr "città carcere". E ingaggiando l’ennesimo duello (verbale) con il sindaco Alan Fabbri con il quale mai è corso buon sangue. Dalle parti della Prefettura la cautela è sempre stata massima. Il 6 dicembre proprio il prefetto spiegava che "la valutazione, strutturale e tecnica e la selezione del sito è in corso e presuppone, con tempi fisiologicamente lunghi, condivisioni politiche non disgiunte da quelle espresse da parte dei ministeri". Insomma, calma e gesso con le ultime parole affidate a Fabbri nell’intervista al Carlino di pochi giorni fa: "Il Cpr? Mai detto che sia una manna dal cielo. Piuttosto però di avere questa gente per strada, che non vuole né integrarsi, molto spesso pericolosa, è meglio stia in un luogo di detenzione. Al momento anche ai piani alti non ci sono novità". A Piantedosi, insomma, l’ardua sentenza...